Si interrompe la strada per il congedo di paternità. L’idea di estenderlo a tre mesi, avanzata dalla deputata del Partito Democratico Giuditta Pini, non ha ricevuto i fondi necessari. Ne parla lei stessa sul proprio profilo Instagram: “Il Governo si era impegnato a estendere il congedo per i papà e ha disatteso quell’impegno. Durante la discussione sul Family Act ero riuscita a impegnare il Governo a portare gradualmente il congedo di paternità a 90 giorni”. Il tema, continua, era arrivato anche all’attenzione della ministra per le pari opportunità Elena Bonetti, che durante “il G20 disse di essere al lavoro insieme al Parlamento” per attuarlo.

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Estendere il congedo a 90 giorni avrebbe richiesto un finanziamento di 1.5 miliardi “difficile, ma non impossibile visto che si trattava di ristabilire un principio di equità sociale”, prosegue la deputata nel post. “Sarebbe stato apprezzabile se la Ministra Bonetti si fosse assunta le sue responsabilità e avesse pubblicamente spiegato perché il governo non aumenterà di un solo giorno il congedo di paternità”. E conclude ricordando la propria proposta: “La mia legge per portarlo a 120 giorni è ancora lì. La battaglia è appena iniziata“.

Il congedo di paternità è stato introdotto in Italia nel 2012, in seguito alla Direttiva Europea 2010/18. All’inizio era stato previsto un congedo di un unico giorno, ma negli anni successivi è stato allungato: al momento è pari a 10 giorni. Tra il 2015 e il 2019, ricorda l’Osservatorio dell’Università Cattolica, il numero di beneficiari è aumentato con costanza, da 83mila a 136mila. Quasi tutti i paesi europei hanno previsto questa possibilità per i padri, esclusi Austria, Croazia, Germania, Lussemburgo e Slovacchia. Portogallo e Spagna prevedono il tempo più lungo in assoluto: rispettivamente 5 e 12 settimane. E l’Italia? È agli ultimi posti per la durata del congedo in tutta Europa.

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