La Commissione europea ha ritirato “Union of equality“, il documento con le linee guida per la comunicazione interna presentato il 29 novembre. Una scelta che arriva dopo le polemiche suscitate da alcuni contenuti, quali il suggerimento di non citare più il nome di festività religiose (“Il Natale è stressante”) ma indicarle solo in maniera generica (“le festività sono stressanti”) o la raccomandazione di “non usare nomi o pronomi che siano legati al genere del soggetto”. “L’iniziativa aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo. Non è un documento maturo e non soddisfa tutti gli standard di qualità della Commissione. Ritiro quindi le linee guida e lavorerò ulteriormente su questo documento”, ha dichiarato la commissaria Ue all’Uguaglianza Helena Dalli, supervisor delle indicazioni per la comunicazione interna ed esterna.

Per la verità le linee guida comprendevano anche indicazioni meno controverse: sostituire gli appellativi “Miss” e “Mrs” (“signorina” e “signora”) con il neutro “Ms“, mantenere un equilibrio tra generi nell’organizzazione di ogni panel, parlare delle persone con disabilità con riferimento prioritario alla persona (non “Mario Rossi è disabile” ma “Mario Rossi ha una disabilità”). Ma avevano comunque indignato l’ex presidente dell’Europarlamento e coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, che ha chiesto in un’interrogazione scritta di modificarle “nel rispetto delle radici cristiane dell’Unione europea”, sostenendo che non rispettassero “l’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sul principio della libertà di espressione, che include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche”. E ora esulta: “Grazie anche all’azione di Forza Italia, la Commissione europea ritira le linee guida sul linguaggio inclusivo che chiedevano di togliere riferimenti a feste e a nomi cristiani. Viva il Natale! Viva l’Europa del buonsenso!”, twitta.

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