Liberiamo l’Italia: 1 milione in piazza”. A più di un mese dall’assalto alla Cgil e con i vertici di Forza Nuova in carcere, i No vax più agguerriti si sono riorganizzati e tornano in piazza a Roma. Lo faranno sabato 20 novembre, alle 15, nell’arena del Circo Massimo, al grido di “abolire il green pass, fermare il governo”. A capo della protesta è salito Nicola Franzoni, l’imprenditore di Lerici, in provincia di La Spezia, denunciato (con tanto di foglio di via per la città di Roma) per i disordini del 16 ottobre a piazza del Popolo e, fra le altre cose, fermato nell’agosto scorso dalle forze dell’ordine nei pressi dell’abitazione di Mario Draghi a Città della Pieve.

La città è tappezzata di manifesti e per le strade girano furgoni pubblicitari simili a quelli della campagna elettorale. L’appello degli organizzatori è di portare “1 milione di persone in piazza”. Difficile che si arrivi a tali numeri. Ma anche ripetere i 25mila di un mese fa potrebbe portare qualche problema di ordine pubblico. Ieri in Questura a Roma c’è stata una prima riunione sul tema. Dopo le polemiche per una certa sottovalutazione della manifestazione di piazza del Popolo, la Digos sta monitorando da vicino le tappe di avvicinamento alla giornata di sabato. “Per il momento è più pubblicizzata che organizzata – spiegano fonti informali di via San Vitale a ilfattoquotidiano.it – ma il grado attenzione da parte nostra è molto alto”. Sarà il comitato per l’ordine e la sicurezza, che si riunirà presso la Prefettura di Roma fra domani e venerdì, a definire le misure da prendere in termini di chiusure, contingentamento e unità dislocate sul territorio.

Il tam tam per la manifestazione di sabato è in corso sui canali Telegram. In particolare, negli ultimi giorni la Procura di Torino ha preso di mira la chat “Basta dittatura”, in cui i partecipanti si lasciano andare a frasi minacciose nei confronti di magistratura, politici e forze dell’ordine. “Appena distruggeremo la dittatura finiranno tutti a piazzale Loreto”, scrivono alcuni di quelli che condividevano la “lotta” No vax con i militanti di Forza nuova (anche se gli investigatori non hanno trovato collegamenti espliciti con il partito di estrema destra). Ma è sulle minacce più concrete che nei giorni scorsi si sono concentrati gli inquirenti, effettuando perquisizioni su 17 persone in tutta Italia. “Andiamo in piazza a tirare le bombe”, “tiriamo l’acido ai poliziotti”, “ammazziamoli”, alcune delle frasi più gravi intercettate dalla Polizia postale.

Fra i capi dell’organizzazione, come detto, il leader del movimento “Onda Popolare“, Nicola Franzoni (che è estraneo all’inchiesta di Torino). L’imprenditore è noto per alcune sue dichiarazioni estreme affidate ai social e rilasciate agli organi di stampa. Il 30 settembre, ospite del programma La Zanzara in onda su Radio24, dichiarò l’auspicio di “un processo pubblico, un colpo di stato popolare, riappropriarsi del Parlamento”. L’audio fu rilanciato dalla parlamentare di Italia Viva, Raffaella Paita, scatenando una bufera. Non solo azioni sovversive. Fra i post sui social più “coloriti” di Franzoni, ce ne fu uno dell’agosto scorso in cui l’imprenditore lanciava un messaggio alla “nostra comunità”: “Non fate sesso con i punturati. Preserviamoci. Saremo quelli da cui dipenderà la razza umana (…) I punturati non sono più geneticamente umani… avete capito? Volete un disegnino?”.

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