Il blu che si tinge con il giallo, una donna che mima un binocolo con le dita, adornata con un’aureola che rappresenta il mondo. In basso a sinistra, la frase “l’unico viaggio impossibile è quello che decidi di non iniziare”, difficile da leggere a causa della nutritissima folla attorno. Venerdì 22 ottobre è avvenuta l’inaugurazione del murale dedicato a Francesca Barbieri, in arte Fraintesa, realizzato dalla street artist Stefania Marchetto (SteReal). Travel blogger modenese, autrice del libro Vivi ogni giorno come se fosse il primo (edito da Piemme e scritto durante i suoi viaggi attorno al mondo a partire dal 2019), Fraintesa si è ammalta di cancro al seno nel 2018 ed è morta nell’aprile del 2021; da sempre viaggiatrice itinerante attorno al globo, la scelta di scrivere un libro è arrivata dopo la scoperta della sua malattia, mossa dal desiderio di voler dare speranza a chi, come lei, stava affrontando simili momenti di grande difficoltà. All’inaugurazione del murale, tenutasi in piazza Cimitero Monumentale, appena fuori dall’omonima fermata della metro lilla, hanno presenziato il giornalista sportivo e compagno di Fraintesa, Andrea Riscassi, e il sindaco Beppe Sala, insieme ai membri della Fondazione AIRC e del movimento Sentinelli di Milano.

“Francesca viaggiava per lavoro e soprattutto per piacere, è stato l’elemento chiave nella sua vita. Il suo modo di gestire la vita era quello di non preoccuparsi. La foto che viene ritratta nel murale è stata fatta in Alta Badia, l’ultima tappa del suo viaggio prima di essere fermata dal tumore”. Con questo intervento ha esordito Andrea Riscassi, sottolineando successivamente l’importante contributo dato dall’Associazione Qiqajon (che si occupa di accoglienza per famiglie e ragazzi), e dalla giunta comunale per la realizzazione del murale. È successivamente intervenuto il sindaco Sala, con una parentesi sul rapporto da mantenere per fronteggiare la malattia, prendendo Fraintesa come modello: “Sebbene sia enorme la sofferenza che porta la malattia, la cosa fondamentale non è trattarla come un nemico, ma attraversarla, interpretarla, e cercare la bellezza che matura in quei momenti. Io non conoscevo Francesca, ma lei ha capito come muoversi, continuando a cercare bellezza, e a fare ciò che amava fare”.

Dopo la scomparsa di Francesca è stata aperta dal compagno una raccolta fondi con AIRC, di cui la stessa Fraintesa era sostenitrice, che attualmente è riuscita a raccogliere 180mila euro. I fondi verranno destinati per l’istituzione della “Borsa di studio AIRC per l’estero Francesca Fraintesa Barbieri”, un finanziamento di durata biennale per coloro che desiderano intraprendere un percorso di formazione d’eccellenza in ambito oncologico. “Una società frenetica come la nostra – ha infine spiegato Riscassi a ilfattoquotidiano.it – tende a isolare i malati, specialmente riguardo l’ambito lavorativo ed economico. Quando ci si ammala, è necessario essere vicini a queste persone”.

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