Il Texas continua a stringere sull’aborto. Il governatore Greg Abbott ha firmato una legge che vieta la prescrizione della pillola oltre sette settimane di gravidanza. Finora il limite era di dieci settimane. Il nuovo provvedimento entrerà in vigore il 2 dicembre ed arriva dopo la legge che vieta l’aborto dopo sei settimane, giudicata “chiaramente incostituzionale” dall’amministrazione Biden, che ha annunciato una causa nei confronti dello Stato repubblicano.

Le politiche conservatrici hanno intanto effetti sulla vita quotidiana all’interno dei confini texani. Un medico, Alan Brarid, è stato infatti denunciato per aver effettuato un aborto: ha ammesso di aver violato la legge in un editoriale sul Washington Post. Si tratta delle prime denunce legate all’attuazione della nuova legge sull’aborto nello Stato, che vieta le interruzioni di gravidanza dopo sei settimane. Braid è stato denunciato da un uomo dell’Arkansas, Oscar Stilley, interessato alla possibile ricompensa di 10mila dollari più che al rispetto della legge. A denunciare Braid anche un uomo dell’Illinois, Felipe Gomez.

Il giudice del Texas, Robert Pitman, ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia americano di anticipare dall’1 ottobre al 21 settembre l’udienza sulla legge sull’aborto approvata nello Stato. Nella mozione d’emergenza, depositata dal dipartimento guidato da Merrick Garland, procuratore generale degli Stati Uniti, si chiedeva un anticipo dell’udienza per stabilire se la legge dovesse o meno essere sospesa mentre il governo andava avanti con la sua battaglia legale. L’anticipo era stato chiesto perché la legge stava già mettendo molte donne a rischio. “Questo caso presenta domande complesse e importanti che meritano l’occasione per ambedue le parti di presentare le loro posizioni in tribunale”, afferma Pitman, nominato da Barak Obama.

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