“L’aumento della partecipazione e del successo delle donne nello sport è stata sostenuta anche dalle garanzie costituzionali di libertà ed eguaglianza, compreso il diritto all’autonomia riproduttiva“. Con queste parole oltre 500 atlete americane hanno presentato lunedì scorso una mozione alla Corte suprema per difendere il diritto all’aborto. Tra loro la star del calcio Megan Rapinoe – due volte vincitrice della Coppa del Mondo e medaglia d’oro olimpica Becky Sauerbrunn, Lynn Williams e le campionesse di basket Diana Taurasi – miglior realizzatrice della lega femminile – e Sue Bird, sposata con Rapinoe. Ha firmato anche Ashleigh Johnson, la prima donna nera della squadra olimpica di pallanuoto, anche lei medaglia d’oro a Tokyo. L’allarme delle sportive arriva dopo la richiesta – votata nel 2018, ma per il momento bloccata da una corte d’appello federale – del Mississipi di contestare la validità della storica sentenza Roe vs Wade del 1973, che ha legalizzato l’interruzione di gravidanza sull’intero territorio degli Stati Uniti. La stessa sentenza è stata messa in discussione dalla legge contro l’aborto promossa dal Texas, ritenuta incostituzionale dall’amministrazione Biden: il ministro della giustizia Merrick Garland ha annunciato una causa nei confronti dello Stato repubblicano.

La Corte suprema dovrà prendere in esame la mozione del Mississipi, sempre a guida repubblciana. “Se le donne saranno private di queste garanzie costituzionali, le conseguenze, per le donne atlete e per la società nel suo insieme, saranno catastrofiche – si legge nel documento firmato dalle donne – I costi fisici della gravidanza e del parto forzati minerebbero la nostra capacità di realizzare il nostro pieno potenziale umano“. Le sportive rivendicano così il diritto di “prendere decisioni importanti sul nostro corpo”. In una nota ulteriore Megan Rapinoe ha definito la legislazione che limita il diritto all’aborto anche “irritante e antiamericana“. La Corte Suprema ha fissato ulteriori colloqui sul caso per il 1 dicembre. La sentenza è attesa entro giugno 2022.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Roma, con i tagli al monte ore gli operatori che assistono i disabili a scuola rischiano di sparire

next
Articolo Successivo

Rsa, con i visitatori ancora fuori dai reparti i problemi restano nascosti. “Il personale è meno del pre-Covid, turni anche di 15 ore. E gli anziani sono più a rischio”

next