Non solo materiale sensibile ma anche tanti passaporti di afghani che ora tentano di lasciare il Paese dopo la presa dei Talebani. La settimana scorsa negli uffici dell’Ambasciata Usa a Kabul sono stati distrutti, insieme alle carte che andavano sottratte al nemico come è procedura standard in contesti di crisi, anche i documenti di molte persone che avevano chiesto il visto per gli Usa. E al momento sono prive di strumenti di identificazione con il risultato che ora dovranno attendere fino a nuovo ordine prima di poter partire, ammesso che sia possibile. Il Dipartimento di Stato ha suggerito a tutte le persone in attesa di documenti di mettersi al riparo e di attendere istruzioni, sconsigliando di andare all’aeroporto fino a nuova chiamata.

“Gli appuntamenti per visti e passaporti all’ambasciata sono stati cancellati – ha spiegato il deputato del New Jersey Andy Kim -. I passaporti che erano in possesso dell’ambasciata sono stati distrutti. Al momento non è possibile fornire servizi di visti in Afghanistan”. Un altro deputato del New Jersey, Tom Malinowski, alla Cnn ha invitato le autorità americane a trovare altre soluzioni per identificare gli afghani i cui passaporti sono stati distrutti sottolineando che si potrebbe partire dai numeri di telefono in archivio. “In molti casi – ha spiegato – abbiamo le loro informazioni e i loro numeri di telefono e da qui si può procedere alla loro identificazione. Ad ogni modo qualsiasi afghano che tenta di raggiungere l’aeroporto è meglio che sia senza un documento identificativo (per motivi di sicurezza, ndr)”. Il New Jersey è anche sede di una delle agenzie che si occupa di accogliere profughi e si sta preparando all’eventuale arrivo di afghani.

Intanto il ministero della Difesa del Regno Unito Ben Wallace ha fatto sapere che tutti gli afgani che hanno lavorato per il governo inglese e che cercano asilo politico potranno entrare in Gran Bretagna anche senza un passaporto.

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