Blitz dei carabinieri negli stabilimenti balneari italiani. Dai controlli sono emerse irregolarità in un lido su 3 e 21 strutture sono state chiuse. In tutto sono stati 886 gli esercizi finiti sotto la lente dei Nas, impegnati soprattutto a verificare il rispetto le norme anticovid. Quindi il corretto distanziamento tra gli ombrelloni, l’uso delle mascherine, la presenza di dispenser per la disinfezione delle mani e i sistemi per la rilevazione della temperatura corporea.

Ma sono state le gravi carenze dal punto di vista igienico sanitario a portare alla chiusura e sospensione delle attività di 21 ristoranti. In questo ambito sono state in tutto 258 le irregolarità riscontrate, ossia in quasi il 30% degli esercizi ispezionati. 17 persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria e 217 a quella amministrativa. Inoltre sono state sequestrate oltre 1,3 tonnellate di prodotti, soprattutto a base di pesce, destinati alla preparazione dei pasti, per un valore complessivo di circa 77mila euro.

Nello specifico sono stati trovati alimenti scaduti, privi di qualsiasi indicazione sulle origini e la tracciabilità, oppure sottoposti modalità scorrette di congelamento. Sono state riscontrate anche carenze igieniche e strutturali degli ambienti e dei locali adibiti alla preparazione e alla somministrazione dei pasti, spesso rimediati in spazi ristretti, privi dei minimi requisiti per garantire condizioni ottimali di funzionamento, sporchi e non sottoposti alle manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Tra i più rilevanti c’è il caso di Potenza. La titolare di uno stabilimento balneare di Policoro (in provincia di Matera) è stata sanzionata per le condizioni del ristorante e per le scorte di cibo senza documenti per attestarne la tracciabilità. L’attività è stata chiusa e sono stati sequestrati 20 chili di alimenti. Sempre a Policoro i carabinieri hanno scoperto e chiuso un deposito abusivo di scorte alimentari, dove era conservato cibo per 50mila euro.

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