I trasporti a lunga percorrenza solo con il green pass, l’esigenza di definire un piano per la scuola, quando manca ormai poco più di un mese all’inizio dell’anno, e stabilire se il personale dovrà essere obbligatoriamente vaccinato o meno. Il governo arriva al dunque, perché alcune scelte non sono più rinviabili e l’eterogenea maggioranza che sostiene Mario Draghi rischia un nuovo big bang dopo quello sfiorato sulla giustizia.

Con una parte delle forze di maggioranza – il Pd a far da capofila con Leu – spinge per introdurre tutto ciò che possa essere necessario a limitare la diffusione del contagio e la Lega che vorrebbe rinviare le decisioni, aspettare, ammorbidire. E addirittura rigetta nel calderone la riapertura delle discoteche, un discorso che pareva ormai archiviato.

L’ora delle scelte è tuttavia dietro l’angolo. Il provvedimento sul green pass obbligatorio a bordo dei mezzi a lunga percorrenza – aerei, treni, Alta velocità – verrà messo nero su bianco a breve, già in settimana. Il Consiglio dei ministri potrebbe tenersi già martedì o al massimo giovedì 5. L’aspetto indecifrabile al momento è capire dove cadrà il punto di equilibrio per la maggioranza, soprattutto sul momento in cui scatterà l’obbligo sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza.

È escluso che accada ad agosto, mentre una delle date più probabili pare il 15 settembre. C’è addirittura chi vorrebbe far scattare il provvedimento da ottobre. E la Lega vuole allontanare il momento della decisione: “Guardiamo i numeri. Qualora situazione peggiorasse dovremo correre ai ripari. Ma parlare adesso il 2 agosto di green pass vorrebbe dire rovinare il turismo. Lo faremo più avanti, seguendo i dati”, ha detto Matteo Salvini a SkyTg24. “Mi chiedo e chiedo a Speranza – aggiunge – invece perché tenere chiuse le discoteche, una decisione che sta aiutando le feste illegali”. Una nuova bordata, dopo che sabato aveva detto in maniera chiara che i contrari alla certificazione verde “vanno ascoltati”.

La contrapposizione è sempre la stessa, ma la guerra tattica vede Draghi schierato sul fronte prudente. Sia per provare a controllare l’onda dei contagi, sia per incentivare ancora di più la campagna vaccinale che se da un lato ha raggiunto il 60% degli italiani, dall’altro vede ancora oltre 4,5 milioni di over 50 senza iniezione sia per propria decisione che perché in attesa. Si apre insomma un’altra settimana decisiva per i nuovi provvedimenti anti-Covid che puntano ad arginare la risalita dei contagi.

Anche sul fronte della scuola, con l’appuntamento fissato per mercoledì tra il governo e le Regioni per la presentazione del Piano che dovrebbe permettere il rientro in sicurezza di tutti gli alunni, di ogni ordine e grado, nelle aule già da settembre. Un’esigenza primaria per il governo e per tutte le istituzioni, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che negli scorsi giorni ha definito il regolare andamento dell’anno scolastico come una “assoluta priorità”.

Alle Regioni è stato chiesto un piano di potenziamento dei mezzi pubblici, sostanzialmente quindi di aumentare le corse visto che i limiti della capienza e la necessità di distanziamento rendono insufficiente l’attuale numero di mezzi in strada. Resta in piedi il tema dell’obbligo vaccinale per i professori, ma da diverse parti si spinge affinché una decisione venga presa più in là, per vedere se le attuali regole sul green pass avranno un effetto anche sul personale scolastico alzando almeno al 90 per cento la percentuali di docenti e personale Ata vaccinati. Mentre misure ad hoc potrebbero essere previste per quelle Regioni – come la Sicilia – che hanno percentuali di prof non vaccinati oltre il 30%.

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