Debutto in piscina per la nuova Arkana E-Tech full hybrid. Ibrida ma non anfibia, perché l’immensa vasca del Lido di Milano è vuota e asciuttissima e il liquido a fare da padrone è quello dei cocktail, a conclusione della conferenza stampa di presentazione. La Arkana è la suv-coupé che ben rappresenta la nouvelle vague della Renaulution targata Luca de Meo. Perché è decisamente vistosa, moderatamente costosa e infarcita di quella tecnologia elettrica che va tanto di moda e sempre di più lo sarà. Così come sono di moda gli sport utility, specie nel segmento di mercato della vettura francese fabbricata in Corea del Sud, il “C”. Un segmento in cui, a livello europeo, le versioni suv e crossover valgono già il 55% per cento delle vendite. Per ora su Arkana non è prevista né la trazione integrale né la declinazione plug-in. Tuttavia, mai dire mai, fanno capire a Parigi: se il mercato le reclamerà a gran voce, gliele daremo.

La E-Tech è di gran lunga la più intrigante delle Arkana perché la sua motorizzazione ibrida promette consumi medi superiori ai 20 chilometri con un litro di benzina e il giusto grado di sportività. Per coppie da movida o famigliuole ecologiste? Si vedrà. Intanto si può dire che, nonostante l’andamento assai curvilineo del padiglione, anche un tipo come Karim Benzema, il centravanti francese del Real Madrid alto 184 centimetri, può starsene seduto dietro senza toccare il soffitto con la testa. Merito della considerevole lunghezza del mezzo, che sfiora i 4,57 metri.

Scrive l’Enciclopedia Treccani che, “In alchimia, l’arcanum è l’essenza vitale delle cose. Per Paracelso e i suoi seguaci rappresentava la parte più eterea e volatile dei corpi. Compito dell’alchimista, nella preparazione dei rimedi contro una malattia, era quello di trovare l’arcanum specifico che avrebbe avuto la funzione di ricomporre l’armonia fra il cosmo e l’uomo”.

Vola alto, quindi, la suv-coupé che circa diecimila clienti, soprattutto europei, hanno già ordinato. Mille di loro sono italiani, e per l’80 per cento hanno scelto proprio le versioni ibride, che sono tre perché oltre alla full hybrid fresca di lancio ci sono pure le due versioni chiamate “microibride” perchè al motore a benzina quattro cilindri turbo abbinano un motore elettrico e una batteria di piccole dimensioni, che danno un aiuto alla marcia inferiore rispetto a quello della nuova E-Tech, dove a sgobbare insieme al motore termico i colleghi elettrici sono due. Il principale dei quali garantisce l’avviamento della vettura (a proposito, molto chic il tasto d’accensione, con il bordo zigrinato) in modalità completamente elettrica e la trazione fino ai 75 all’ora.

Nel cuore del sistema ibrido della E-Tech batte anche l’innovativa trasmissione multimodale senza frizione, con innesto a denti. Viene prodotta a Ruitz, un paesino non lontano da Calais, nell’impianto che, insieme a quelli di Douai, nelle Fiandre, e di Maubeuge, ai confini col Belgio, dal 10 giugno dà ufficialmente vita a Renault ElectriCity, il neonato polo che ha l’obiettivo di costruire 400 mila veicoli elettrici all’anno. Mica pizza e fichi, avrebbero esclamato quelli della Gialappa’s ai tempi di mai dire gol. D’altronde, De Meo lo ha detto chiaro e forte cosa deve diventare la Renault entro il 2030: la marca più verde d’Europa.

Torniamo a bomba, cioè alla Arkana E-Tech. Quanto costa? Non molto di più rispetto alle cuginette ibride ma con parsimonia: il suo listino parte infatti da 31.850 euro, mentre per la microibrida meno potente e più economica ci vogliono 30.350 euro. Però la full hybrid, sostiene la Renault, in città si potrà guidare fino all’80% del tempo in modalità solo elettrica.

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