Il limite ai commensali in zona bianca sta creando attriti e liti all’interno del governo e persino all’interno del ministero della Salute. Tutta colpa di un’interpretazione opposta tra le Regioni e l’esecutivo, che ha innescato la presa di posizione della ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. E anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha chiesto la cancellazione del limite. Così alla fine fonti di governo hanno fatto sapere che giovedì 3 giugno è previsto un tavolo tecnico dove sarà affrontata la questione. Un possibile punto di caduta potrebbe essere quello di lasciare il limite solo per i ristoranti al chiuso. Ma cosa è avvenuto e perché la questione viene sollevata solo ora?

L’1 giugno è stato il giorno in cui in tutto il Paese hanno riaperto bar e ristoranti al chiuso, sia a pranzo che al cena. E proprio mentre i gestori allestivano le tavole per riaccogliere i clienti nelle sale interne, il dicastero della Salute guidato da Roberto Speranza ha precisato che anche in assenza di altre restrizioni non è permesso sedersi in più di quattro allo stesso tavolo, eccezion fatta per i conviventi. Anche in zona bianca. Ancora niente tavolate, dunque, nonostante l’interpretazione contraria fatta passare dalla Conferenza delle Regioni nei giorni scorsi.

Una situazione che ha portato le associazioni di categoria a rumoreggiare: “Passano i mesi, ma non la confusione successiva a ogni provvedimento. È inaccettabile – scrive la Fipe-Confcommercio – che non ci sia ancora una linea chiara sul numero dei commensali. Da giorni si susseguono interpretazioni mai smentite salvo ricevere ora un’interpretazione del ministero della Salute giuridicamente incomprensibile“. Mentre Coldiretti mette in guardia dal rischio di far saltare tavolate estive, cene di fine anno scolastico e pranzi aziendali, ricordando l'”ulteriore danno per un settore che ha già perso 41 miliardi” nell’anno del Covid. Mentre Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, parla di “caos prodotto dal governo” e di “incapacità” di chiarire “da parte di chi ci amministra, per porre fine a quella che orami è diventata una comica”.

Contro la permanenza del limite si schiera però anche la ministra Gelmini, che in serata ha fatto sapere di aver sentito il presidente della Conferenza delle Regioni – il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga – per “risolvere positivamente e superare l’interpretazione sul limite massimo di 4 persone ai tavoli nei ristoranti”. Secondo gli uffici legislativi del ministero, infatti, in base all’articolo 27 del Dpcm 2 marzo 2021 la regola si applica solo in zona gialla, mentre in zona bianca dovrebbe intendersi superata. “Sono in corso approfondimenti”, conclude lo staff della Gelmini.

Al di là dell’interpretazione della norma, il sottosegretario Sileri si è detto speranzoso che il limite “venga presto rivisto perché chiaramente è molto restrittivo”, ha detto a Un giorno da pecora su Rai Radio1. “Più d’accordo con Speranza o con Gelmini? Io sono tra quelli che era per l’aumento dei posti a tavola, aumenterei i posti a 8-10″ e “dai primi di luglio liberalizzerei perché avremo oltre 30 milioni di persone con almeno una dose di vaccino”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Vattani, verso 100mila firme per revocare la nomina. Su Change.org la petizione a Sergio Mattarella: “Inaccettabile”

next
Articolo Successivo

Bologna, l’open day vaccinale si trasforma in caos: migliaia in coda dalla notte, tensioni e assalto ai cancelli. Il sindaco: “Mi scuso io”

next