A sei anni dagli arresti domiciliari arrivata lo scorso 28 maggio. A Massimiliano Scarabeo, assessore regionale alle Attività produttive del Molise (all’epoca Pd ora Fratelli d’Italia) erano state contestate la truffa aggravata e la frode fiscale nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Isernia. È stato lo stesso Scarabeo a comunicare il verdetto con una nota: “Assolto. È racchiusa in una parola la mia più grande soddisfazione morale nei confronti dei miei elettori. Oggi il Tribunale di Campobasso ha emesso la sentenza stabilendo la mia totale estraneità ai fatti che nel 2015 comportarono il mio allontanamento dalla vita pubblica sia come decadenza dal ruolo di assessore regionale e poi, per l’applicazione della legge Severino, la sospensione dal ruolo di consigliere. L’assoluzione di oggi rappresenta per me non solo l’affermazione della mia onestà intellettuale come imprenditore, ma anche e soprattutto simboleggia la mia onestà morale come politico che da oggi più nessuno potrà mettere in discussione. Il mio futuro politico riparte da qui. E non mi fermerà l’escamotage di una maggioranza che mette alla porta consiglieri eletti, anche se supplenti, modificando e applicando in legislatura in corso la legge elettorale che ha visto formare questo Consiglio regionale. Ma questa è un’altra storia a cui un altro giudice metterà la parola fine. Oggi mi riprendo la mia dignità di uomo e di politico agli occhi di tutti. Vado avanti più forte di prima perché ciò che non ti abbatte ti fortifica”.

Subito dopo il verdetto il politico aveva scritto un post su Facebook: “Ho sempre avuto fiducia nella giustizia ed ero certo che questo giorno sarebbe arrivato. Non nego che sono stati anni difficili superati solo grazie a Mirella, Ylenia, Nicandro e Giovanni, al supporto morale della mia famiglia, degli amici – quelli veri – e dei miei avvocati Stellato, De Angelis e Prencipe. La sentenza di oggi, che sancisce la mia totale estraneità ai fatti che mi hanno visto coinvolto nel lontano 2015, non potrà restituirmi la serenità persa in questi anni né potrà ripagarmi dei danni politici causati da provvedimenti dell’epoca troppo severi, forse, nei miei confronti. Attenderò con ansia di leggere le motivazioni. Oggi posso ripartire a testa alta e continuare a percorrere quella strada che non ho mai abbandonato, sempre nel rispetto dei ruoli istituzionali e della legalità”.

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