Primi anni Sessanta, i campi spelacchiati sono quelli della provincia catanese. Franco Battiato gioca nei campionati dilettantistici con una formazione di Riposto, paese dove è nato nel 1945 quando il Comune (che comprendeva anche Giarre) era ancora denominato Ionia. Da ragazzino si destreggiava come centrocampista, poi – una volta finito in prima squadra – passò a fare il libero, in un periodo in cui nel calcio italiano il ruolo assumeva sempre più importanza grazie a Nereo Rocco e Helenio Herrera. Artista geniale e colto, nelle interviste gli capitava di parlare di calcio, senza alcuno snobismo ma ricordando quegli anni spensierati passati sui terreni di gioco. Si definiva un libero “elegante e raffinato“.

Vito Patané è più grande di Franco soltanto di pochi mesi, anche lui è nato a Riposto. Ieri, nel giorno in cui il musicista siciliano è scomparso all’età di 76 anni, ha ricordato al fattoquotidiano.it quegli anni spesi a correre dietro ad un pallone: “Franco era un difensore, mio compagno di reparto in una squadretta talmente povera che un’altra società ci prestava la maglia, azzurra con colletto e striscia orizzontale bianca. Era un combattente, Ciccio. Si era già rotto il naso in passato e in una gara in trasferta che pareggiammo a Zafferana noi due ci scontrammo, lui si prese una bella botta ancora sul naso e io sul mento. Dopo le partite andavamo a casa sua, lui cantava e un altro compagno faceva la seconda voce. Ricordo che su un quadernetto teneva scritti i testi delle canzoni che più gli piacevano”.

Anche durante la sua carriera musicale di successo rimase legato al calcio di paese. Antonio Melissa è un suo cugino di secondo grado: “Anche in anni recenti Ciccio, qui tutti lo chiamano così, veniva a vedere le partite locali. Era amico del compianto Luigi Averna, presidente della nostra squadra”. Oggi a Riposto, 14mila abitanti circa, ci sono tre società. Jonia Calcio Riposto, presieduta da Giuseppe Leotta e fondata nel 2012, è una scuola calcio affiliata (l’unica nella provincia di Catania) alla Juventus Academy. Riposto Calcio e Russo Calcio hanno invece anche le prime squadra, iscritte entrambe alla Prima Categoria. Rosario Intelisan è un dirigente dello Jonia Calcio, con un trascorso nelle giovanili del Giarre. Ricorda un pomeriggio a Zafferana Etnea, trascorso giocando a pallone con il cantautore. Era il 1984. “Palleggiava bene – dice al fattoquotidiano.it – sia di piede che di testa. Mi raccontò che in gioventù si era rotto il setto nasale andando a sbattere sul palo di una porta durante una partita”.

In quei mesi di metà anni Ottanta, il Maestro ebbe l’occasione di disputare due gare con la Nazionale cantanti. A San Siro giocò contro una selezione di giocatrici della serie A femminile. Erano passati più di vent’anni dall’ultima volta che era sceso in campo. La fatica si fece sentire, soprattutto quando la scozzese Rose Reilly lo superò di slancio. Per lo sforzo fu costretto a chiedere il cambio, preferendo da allora declinare ogni convocazione di Mogol e Morandi. Ma non dimenticò mai gli anni su quei campetti siciliani.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Scontro su Instagram tra Ciro Immobile e Urbano Cairo. Il calciatore: “Non posso accettare offese all’uomo che sono”

next