“Sono stupito di questa reazione per questo braccialetto. Non ci vedo niente di così particolare, politico o partitico. Si tratta di due genitori che vogliono la verità“. Con queste parole Alessandro De Marchi, nuova maglia rosa del Giro d’Italia, ha parlato del braccialetto che porta al polso anche durante le gare: è di colore giallo e la scritta verità per Giulio Regeni. De Marchi è friulano come il giovane ricercatore torturato e ucciso a inizio febbraio 2016 in Egitto, senza che Il Cairo abbia mai fornito una spiegazione convincente sul suo omicidio. “Io prima di essere un ciclista sono un genitore, un marito e non vorrei mai trovarmi in una situazione del genere. Non mi costa niente mettere questo braccialetto e portare questo messaggio“, ha aggiunto il corridore durante Il Processo alla Tappa su RaiSport.

De Marchi in corsa con il braccialetto per Regeni

De Marchi ha conquistato la maglia rosa martedì al termine della quarta tappa del Giro d’Italia, la Piacenza-Sestola di 187.0 km. Il 34enne è stato il principale protagonista insieme a Joe Dombrowski (vincitore della frazione) di una lunga fuga che gli ha regalato il sogno di indossare la maglia da leader: “E’ il premio per i mille tentativi fatti in undici anni di carriera, cercherò di godermi questo momento”, ha detto un commosso De Marchi all’arrivo. “E’ tutto il giorno che mi girava in testa e già da qualche giorno ci pensavo. Oggi ne sono successe di tutti i colori, pensavo di aver perso l’occasione e sarebbe stato un grande dispiacere. Ma vale la vecchia regola di non mollare mai e ora siamo qui”, ha aggiunto. “Non ho parole. La Maglia Rosa è il sogno d’infanzia di ogni ciclista, soprattutto per un italiano”, ha concluso De Marchi.

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