Non solo la sostituzione in corsa subito prima della presentazione di Mario Draghi alla Camera. Il testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato modificato ulteriormente dopo la consegna del testo al Parlamento e prima che il governo lo inviasse a Bruxelles, venerdì scorso. Il Pnrr italiano, come aveva fatto notare questa mattina Openpolis, non è ancora sul sito della Commissione europea. In compenso Palazzo Chigi nel pomeriggio ha pubblicato sul proprio sito quello che viene definito “il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza trasmesso alla Commissione”, anche se il pdf risulta creato solo alle 15:10 del 5 maggio. E all’interno delle 269 pagine – contro le 273 del documento portato in Parlamento il 26 e 27 aprile – compaiono alcuni obiettivi nuovi. In particolare sulla lotta all’evasione e sulla riduzione dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione, due dei problemi atavici del Paese.

Nella versione del 26 aprile la riforma fiscale era citata nel capitolo “Le altre riforme di accompagnamento al piano”, annunciando la volontà di raccogliere la normativa in un unico Codice tributario, la “possibile revisione dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo e di ridurre gradualmente il carico fiscale, preservando la progressività e l’equilibrio dei conti pubblici” e l’intenzione di “proseguire con determinazione l’azione di contrasto all’evasione fiscale” anche con nuovi strumenti come intelligenza artificiale e machine learning. Ora la riforma “Riduzione del tax gap” compare nell’elenco di quelle abilitanti, con una premessa – prima assente – in cui si legge che “l’evasione fiscale aggrava il prelievo sui contribuenti onesti, sottrae risorse al bilancio pubblico e introduce distorsioni tra gli operatori economici, alterando le condizioni di concorrenza, con riflessi negativi sull’efficienza del sistema economico nel suo complesso”. Di seguito viene spiegato molto più nel dettaglio come il governo intende ridurre la distanza tra le tasse dovute e quelle effettivamente versate, il tax gap appunto. La principale novità è che ora sono nero su bianco gli obiettivi e le tappe entro cui si ipotizza di raggiungerli.

Per esempio si annuncia che “l’amministrazione finanziaria, entro il 30 aprile 2023, metterà a disposizione di 2,3 milioni di soggetti titolari di partita IVA (su circa 4 milioni di contribuenti tenuti alla presentazione di tale dichiarazione) la dichiarazione annuale IVA precompilata relativa all’anno d’imposta 2022”. Inoltre “le comunicazioni per l’adempimento spontaneo (cd lettere di compliance) saranno incrementate, mediante il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e dell’interoperabilità delle banche dati” e “il completamento del processo entro il 2022 consentirà un aumento del 30% delle lettere di compliance inviate, con una riduzione dei “falsi positivi” al 5% e un incremento del 20% degli incassi connessi all’adempimento spontaneo“. Poi si specifica che l’incrocio della banche dati per selezionare i contribuenti a maggiore rischio di evasione sarà “favorita dalla pseudonimizzazione delle informazioni”, la procedura che consente di utilizzare tutte le informazioni tutelando la privacy (ma per il precedente Garante non era sufficiente). Completa il quadro il federalismo fiscale, a cui si punta a dare attuazione entro l’inizio del 2026, ma questo c’era anche nella precedente versione.

L’altra novità è il capitolo sulla “Riduzione dei tempi di pagamento”: qui il governo promette che per “migliorare ulteriormente” e “realizzare pienamente gli obiettivi” si procederà “ad implementare l’attività di monitoraggio già in corso” attraverso “appositi indicatori desunti dalla base dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC)” gestito dal Mef. Il governo si impegna a implementare il set di indicatori “entro il quarto trimestre 2021” e “contestualmente” a “rafforzare l’attività di sensibilizzazione” della P.a. per “accelerare le procedure di pagamento”. Contestualmente, “si provvederà a rafforzare l’attività di sensibilizzazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni per il miglioramento dei processi necessario ad accelerare le procedure di pagamento”.

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