La Procura di Prato contesta la rimozione della saracinesca protettiva al macchinario nel quale è rimasta stritolata Luana D’Orazio: per questo la titolare dell’azienda Orditura Luana, Luana Coppini, e l’addetto alla manutenzione del macchinario, Mario Cusimano, sono indagati, oltre che per omicidio colposo, anche per il reato di “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”. Le indagini si concentrano su una fotocellula e in particolare sulla griglia di protezione del macchinario che avrebbe dovuto impedire la morte della giovane di 22 anni, madre di un bambino di 5, rimasta uccisa lunedì mattina mentre era al lavoro nella ditta di Montemurlo.

L’ipotesi su cui lavorano gli investigatori della polizia giudiziaria – gli accertamenti sono condotti con i tecnici della Asl – è che Luana D’Orazio sia stata schiacciata dall’orditoio perché, in precedenza, sarebbe stata rimossa una griglia di protezione destinata proprio a prevenire incidenti. L’iscrizione da parte del pubblico ministero Vincenzo Nitti si è resa necessaria affinché i due indagati possano nominare un loro consulente per assistere all’autopsia: sarà fatta dal medico legale Luciana Sonnellino.

Gli inquirenti martedì hanno ascoltato anche alcuni colleghi della giovane per ricostruire con esattezza la dinamica dell’infortunio mortale. “Stiamo lavorando per capire se e cosa non abbia funzionato nel macchinario, compresa la fotocellula di sicurezza – ha spiegato il procuratore capo di Prato, Giuseppe Nicolosi – Abbiamo ricevuto i rilievi e ora nomineremo i periti per gli accertamenti tecnici sui documenti raccolti dalla polizia giudiziaria”. L’autopsia sarà effettuata sabato all’ospedale di Pistoia. I funerali, invece, dovrebbero svolgersi con tutta probabilità lunedì pomeriggio, nella piccola chiesa di Spedalino Asnelli, la frazione vicina a Le Querci (Pistoia) dove la giovane donna viveva con la famiglia. Lo hanno annunciato la madre della giovane operaia, Emma Marrazzo e il patrocinatore stragiudiziale della famiglia Andrea Rubini, spiegando che il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, avrebbe annunciato la volontà di essere presente alle esequie.

“Il dramma che stiamo vivendo ci colpisce profondamente e di fronte a tutto questo è difficile trovare le parole, ma voglio far sapere che intendo esprimere il mio dolore attraverso l’impegno per la famiglia di Luana ed il suo piccolo. Impegno che voglio tradurre in atti concreti da subito in ogni contesto e sede. Non mi sottrarrò ai miei doveri né al confronto nelle sedi appropriate anche per capire come possa essere avvenuto questo dramma”, sono le parole di Luana Coppini, la titolare dell’azienda. “Alle macchine lavoro anch’io, mio figlio e mio marito“: è quindi “la solidarietà anche di una compagna di lavoro”. “Fino ad ora non ho detto nulla – aggiunge Coppini – perché di fronte ad un dramma come questo, non si può che restare senza parole, in silenzio. Ora e qui voglio esprimere solo il mio dolore assieme ai miei familiari e a tutti coloro che con me lavorano in azienda“.

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