Si parlerà di riaperture nella prossima cabina di regia presieduta da Mario Draghi che, secondo fonti della maggioranza, dovrebbe riunirsi già venerdì. Già nella serata di mercoledì era emersa la probabilità che il premier convocasse la riunione dopo l’ultimo aggiornamento dei dati del contagio nel Paese che ha però registrato una risalita rispetto a una settimana fa. I dati permetteranno all’esecutivo di fare un primo punto sulle riaperture e nel corso dell’incontro sarà definito il nuovo pacchetto di misure, compreso il prolungamento dello stato di emergenza, probabilmente fino al 31 luglio. Proprio a Palazzo Chigi oggi si sono visti il portavoce del Comitato tecnico scientifico, Silvio Brusaferro, e il coordinatore Franco Locatelli.

Un’ipotesi, quella di un allentamento delle restrizioni in maniera progressiva a partire da maggio, che rilancia le speranze delle regioni che sono in pressing sul governo. Da domani, in occasione del vertice con il governo, prenderà il via quello che può essere considerato il percorso verso “l’uscita dall’incubo”, come ha auspicato lo stesso ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. Sul tavolo ci saranno le proposte dei governatori che spingono per riaperture progressive e revisione dei parametri per i colori. Ma si discuterà anche del tema scuole, nel tentativo di rivedere in aula tutti gli studenti delle superiori al 100%. Un’ipotesi fortemente voluta dallo stesso premier Draghi, ma sulla quale peserà la curva dei contagi.

Per l’associazione nazionale presidi questa ipotesi resta “possibile ma improbabile”. “È chiaro che bisogna compiere delle azioni esterne alla scuola, non basta lavorare all’interno delle scuole, dove abbiamo lavorato tanto”, afferma il presidente, Antonello Giannelli. “Se i trasporti saranno, e devono essere, organizzati in modo adeguato – è il monito della ministra Elena Bonetti – anche la riaperture delle scuole secondarie di secondo grado potranno essere fatte”. Ma, proprio sulle scuole, in agenda potrebbe esserci anche la possibilità di tenerle aperte in estate per chi non va in vacanza. La proposta arriva dal sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, ma al momento resta solo un’ipotesi.

È probabile che il punto di riferimento temporale per calcolare le riaperture per gradi sia l’11 giugno, quando allo stadio Olimpico di Roma torneranno per la prima volta gli spettatori sugli spalti per la gara d’esordio dell’Italia agli Europei contro la Turchia. Proprio l’annuncio del pubblico al 25% della capienza ha dato il via alle inevitabili richieste di tanti altri settori chiusi ormai da un anno, salvo la breve parentesi estiva. Due mesi, dunque, nei quali mettere in atto una road map per rialzare le saracinesche di bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, palestre e tante altre attività che da mesi soffrono una crisi senza precedenti. Con ogni probabilità, il primo passo sarà la riapertura dei servizi di ristorazione nelle zone gialle anche nella fascia serale. Il che dovrebbe inevitabilmente essere accompagnato da uno slittamento di una o due ore del coprifuoco.

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