“Il dado è tratto. Scelta legittima. A questo punto le nostre strade si separano“. È con queste parole che Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma, ha annunciato la rottura del dialogo con il Partito democratico dopo che ieri il segretario Enrico Letta ha rilanciato le primarie per individuare un candidato unico del centrosinistra all’appuntamento elettorale. “Crediamo che occorra smettere di parlare per mesi solo di Pd, coinvolgere i cittadini in modo trasversale e operare un rinnovamento di classe dirigente che le primarie tra correnti non garantiscono”, ha scritto su Twitter l’ex ministro. “Ci confronteremo sui programmi con apertura e reciproca disponibilità. Iniziamo oggi con webinar su Piano rifiuti”.

La presa di posizione di Calenda non è piaciuta al Pd romano: “Le primarie servono a coinvolgere tutte le romane e i romani del centrosinistra nelle scelte di una comunità politica e, da sempre, sono uno strumento di partecipazione fondamentale per i cittadini”, scrivono in una nota il senatore Bruno Astorre, segretario Pd Lazio, e Andrea Casu, segretario Pd Roma. “Le autocandidature di leader nazionali, di alcuni partiti personali, servono solo a far crescere di qualche punto percentuale le loro liste nei sondaggi“. Gli esponenti dem sostengono che “se Calenda sceglie di autoescludersi dalla coalizione del centrosinistra, per la corsa al Campidoglio, può legittimamente farlo, ma la smetta di scaricare le sue decisioni sulla nostra comunità politica e sul segretario Enrico Letta oggi, e Zingaretti ieri”.

Lo scontro tra il Pd e Calenda si è acceso dopo che Letta ha rilanciato lo strumento delle primarie per la scelta dei candidati alle amministrative: nel corso dell’anno, infatti, saranno chiamati alle urne i cittadini di un migliaio di comuni, tra cui Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna. “Le amministrative arrivano come un banco di prova significativo per la costruzione di un’alleanza politica vincente per le elezioni del 2023. Per noi saranno partecipazione. Per me la via maestra è quella delle primarie, sono sempre stato contrario agli accordi in stanze chiuse“, ha spiegato il segretario a Radio Immagina, senza però fare un riferimento esplicito all’appuntamento elettorale della Capitale. “Le primarie sono sempre una spinta energetica”.

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