“Il governo costituirà delle task force locali che aiutino le amministrazioni territoriali” nella gestione dei fondi del Recovery plan. A pochi giorni dalla consegna del piano, prevista per il 30 aprile, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato del coordinamento necessario tra gli enti locali (Comuni e Regioni in primis) e poi con il governo. “Il modello organizzativo del Piano nazionale di rilancio e resilienza prevede due livelli, strettamente legati tra di loro”, ha detto. “Le amministrazioni saranno responsabili dei singoli investimenti e delle singole riforme”. E, tenendo presente la formazione delle task force locali, “la supervisione politica del piano sarà affidata a un comitato istituito presso la presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti”. Quindi il premier ha ribadito quanto ha già detto più volte, ovvero che “l’occasione è unica” e “bisogna spendere e spendere bene”: “Noi italiani abbiamo perso credibilità per la capacità di investire, dobbiamo riconquistarla. Dobbiamo cambiare tutto”. Rivolgendosi agli enti locali poi, li ha definiti “le antenne sul territorio” e ha chiesto consapevolezza per “un pacchetto di investimenti molto ambizioso e un pacchetto di riforme” che va a coprire gli anni tra il 2021 e il 2026. “Dobbiamo essere consapevoli della portata storica di questo piano, è un’occasione unica” per migliorare le scuole e modernizzare la burocrazia. A proposito dei contenuti del piano, sollecitato sulla continuità con quello elaborato dal predecessore Giuseppe Conte, Draghi ha dichiarato: “Il Piano nazionale è certamente in continuità in alcune aree dove la discontinuità non aveva nessun motivo di esserci, ed è in forte discontinuità in altre aree“.

La struttura e il ruolo degli enti locali – Nell’incontro con le Regioni, il presidente del Consiglio si è soffermato sulla governance del Recovery plan e le sue principali direttrici. Il modello organizzativo del Pnrr prevede due livelli, strettamente legati tra di loro. La struttura di coordinamento centrale supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Europea, a seguito del raggiungimento degli obiettivi previsti. Accanto a questa struttura di coordinamento, agiscono una struttura di valutazione e una struttura di controllo.

Le amministrazioni sono invece responsabili dei singoli investimenti e delle singole riforme. Inviano i loro rendiconti alla struttura di coordinamento centrale, per garantire le successive richieste di pagamento alla Commissione Europea. Il governo intende inoltre costituire delle task force locali che aiutino le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure. La supervisione politica del piano -uno degli elementi centrali del Pnrr – è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti.

Nella governance del Recovery plan gli enti territoriali hanno quattro funzioni, ha detto ancora Draghi: “Regioni ed enti locali hanno la responsabilità attuativa delle misure loro assegnate; le Regioni supervisionano i progetti gestiti dagli enti locali e si assicurano che siano coerenti con le altre politiche regionali di sviluppo; gli enti territoriali partecipano alle strutture di sorveglianza del piano e contribuiscono alla sua corretta attuazione; beneficiano degli interventi di assistenza tecnica e di supporto operativo che arrivano dalle task force”.

Anci: “Rischio di allungare i tempi” – Tra i primi a commentare le parole di Draghi è intervenuto il presidente Anci Antonio Decaro, esprimendo la preoccupazione che si vada verso “una eccessiva frammentazione”. “Ringraziando il governo per l’interlocuzione necessaria per il successo di questa sfida impegnativa e importante per il Paese, poniamo alcune questioni soprattutto di metodo”, ha detto Decaro. “Ravvisiamo una eccessiva frammentazione degli interventi destinati ai Comuni (infrastrutture sociali, mobilità, rigenerazione, efficientamento energetico) e alcuni nodi non sciolti rispetto a come si governerà questa grande operazione”. Il rischio, ha continuato Decaro, “è che tra accordi interministeriali, ripartizione delle risorse alle Regioni e successivi bandi o avvisi pubblici per i Comuni si allunghino di molto i tempi di realizzazione dei progetti. Proprio quello che si vorrebbe evitare per non sprecare l’occasione unica del Pnrr. Lo dice il passato recente molti piani nazionali che sono anche richiamati nel Pnrr, restano per anni sulla carta per via del lunghissimo iter per l’assegnazione delle risorse”. Per questo, ha chiuso Decaro, i Comuni chiedono “finanziamenti diretti e non intermediati, norme di semplificazione specifiche per la realizzazione delle opere previste nel Piano, riduzione dei passaggi formali, coordinamento degli investimenti che hanno una dimensione urbana e piano straordinario di assunzioni di personale a tempo determinato”.

Durante la conferenza ha preso la parola anche il presidente della Campania Vincenzo De Luca che ha sollevato una forte polemica sulle quote di vaccini alle Regioni, che vorrebbe in base alla popolazione, e sui fondi e i dipendenti aggiuntivi per la sanità della Campania. Secondo quanto riferiscono fonti che hanno assistito alla videoconferenza, il presidente della Campania sul Recovery Plan e i grandi progetti in arrivo avrebbe ribadito la sua richiesta di abolire l’abuso d’ufficio, a beneficio degli amministratori pubblici, secondo quanto riferito. Inoltre di fermare i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato dopo le gare d’appalto.

Alla riunione hanno partecipato numerosi ministri – tra cui Gelmini, Brunetta, Colao, Lamorgese, Franco, Franceschini, Speranza e anche i rappresentanti di Anci (Comuni) e Upi (Province). A quanto si apprende, la ministra per le Autonomie Mariastella Gelmini, chiudendo la conferenza unificata ha annunciato che “nelle prossime settimane ci saranno nuovi incontri tematici sul Recovery Plan. Il primo di questi sarà mercoledì 14 aprile con i ministri della Transizione ecologica, dell’Innovazione e del Lavoro. “Siamo convinti che per progettare e gestire un piano così importante ci voglia il coinvolgimento fattivo di tutti i livelli istituzionali”, ha detto Gelmini. “Vogliamo colmare un gap che abbiamo ereditato dal passato, vogliamo conoscere le vostre priorità. Su questo grande disponibilità da parte del governo, e le presenze oggi del premier Draghi e di tanti ministri sono a dimostrarlo”.

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