Sui reali obiettivi di Renzi negli ultimi due mesi è stato detto e scritto tanto. Ma a un mese dalle dimissioni di Giuseppe Conte da presidente del Consiglio qualche altro sospetto sulla manovra del senatore di Firenze, Impruneta, Lastra a Signa, Scandicci e Signa può venire dai dati dell’ultimo sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera. Tra le forze politiche che hanno perso di più nell’ultimo mese infatti ci sono gli ex alleati di governo, Pd e M5s: entrambi perdono quasi un punto ed è anche per questo che l’asse 5 Stelle-centrosinistra ora è molto più debole di quanto non fosse già e all’interno di ciascun partito si è scatenata una resa dei conti. Dall’altra parte, nel centrodestra, è Forza Italia che patisce di più la scelta di collaborare con la sinistra dentro il governo Draghi: lascia sul campo addirittura due punti e mezzo in un mese e l’impressione è che li regali in gran parte a Fratelli d’Italia che grazie alla posizione oltranzista di opposizione guadagna due punti.

Le intenzioni di voto per i partiti
Il primo partito resta la Lega, ancora galleggiante intorno al 23 come succede da un paio di mesi: oggi è data al 23 contro il 23,1 di gennaio, quindi è praticamente stabile e al momento il suo consenso non sembra essere intaccato dalla svolta moderata di Salvini. Secondo è ancora il Pd, ma come detto il suo bacino elettorale sembra traballante dopo la crisi del governo Conte 2: è al 19 contro il 19,9 di gennaio e il 20 abbondante di novembre. Nella lotta per il terzo posto anche secondo l’istituto di Nando Pagnoncelli ormai il sorpasso si è concretizzato: Fratelli d’Italia è al 17,2 grazie al balzo nell’ultimo mese (+2,2, dal 15 al 17,2). In un anno, secondo i numeri Ipsos, il partito di Giorgia Meloni ha guadagnato 4 punti, mentre in meno di due anni ha triplicato i consensi (alle Europee prese poco più del 6). Il M5s ora è quarto, dunque, complice anche la flessione sostanziosa dell’ultimo mese: -0,9, dal 16,3 al 15,4. Le divisioni interne, le mini-scissioni, la scelta divisiva di Beppe Grillo di portare il Movimento dentro il governo di Draghi devono avere inciso non poco in questo momento di difficoltà. Infine c’è Forza Italia che a sorpresa per Ipsos soffre parecchio il mese che ha portato all’esecutivo Draghi di cui fa parte peraltro con tre ministri: ora è al 7,6 contro il 10,2 di un mese fa, uno smottamento di due punti e sei decimi.

Quanto ai piccoli, nessuno supera ad oggi la soglia di sbarramento del 3 per cento. Guadagna mezzo punto Italia Viva (2,9), ne perde uno intero Azione (2,3), mentre gli altri sono stabili: +Europa è al 2,3, Sinistra Italiana è all’1,9, Articolo Uno-Mdp (che esprime il ministro Roberto Speranza) è all’1,7, i Verdi all’1,6.

Infine un altro effetto del governo di (quasi) tutti è che aumentano gli indecisi: una quota che si allarga di due punti, dal 39 al 41.

Il gradimento per i leader di partito
A dispetto dei consensi per la sua forza politica non accenna a calare il gradimento per il ministro della Salute Roberto Speranza peraltro riconfermato anche dal nuovo capo del governo Mario Draghi. L’esponente bersaniano vede aumentare il suo indice di fiducia di due punti rispetto a gennaio (dal 38 al 40%) e di 5 rispetto a dicembre (era al35) e così lascia distaccata Giorgia Meloni che nonostante una tendenza in crescita di 3 punti (dal 35 al 38) resta seconda. Più lontano Matteo Salvini al 32 (anche lui in crescita di 3 punti). Trovano il segno più anche Nicola Zingaretti (dal 20 al 30) e Silvio Berlusconi (dal 27 al 28). Seguono poi Carlo Calenda e Giovanni Toti, stabili rispettivamente al 27 e al 25, Nicola Fratoianni al 25 (+1), Emma Bonino al 24 (-2), Vito Crimi e Maurizio Lupi al 20, Angelo Bonelli al 17 (+1). L’ultimo dietro a Lupi e Bonelli (che non hanno di certo la stessa visibilità), è Matteo Renzi, che è stabile, al 12.

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