Ferisce la sua compagna alla gola con un coltello, lasciandola in una pozza di sangue, poi fugge in auto con suo figlio di 18 mesi. Cosa abbia spinto un uomo, di 29 anni, a colpire quasi a morte la donna di cinque anni più giovane è ancora un mistero per gli investigatori, che hanno però ricostruito la dinamica dell’aggressione.

Il 28 dicembre nella casa dei suoceri a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano, dove la coppia viveva da un po’ di tempo e dove in quel momento era sola, l’uomo, impiegato in un supermercato, colpisce al collo la madre di suo figlio e poi con l’auto e il bambino scappa verso casa di suo fratello, a Cassina de’ Pecchi. Nel tragitto fa qualche chiamata ai parenti, ma nessuna per fare in modo che la sua compagna venga soccorsa. A ritrovare la ragazza, riversa sul pavimento, è infatti suo padre che rientra fortunatamente a casa dopo l’aggressione. Così, mentre l’ambulanza trasporta la donna d’urgenza in ospedale, dove viene sottoposta nel pomeriggio a un intervento chirurgico per suturare la profonda ferita, i carabinieri di Cassano d’Adda raggiungono la palazzina di Cassina de’ Pecchi e prelevano il 29enne per portarlo in carcere a San Vittore con l’accusa di tentato omicidio.

Dopo l’arresto, l’uomo non avrebbe detto nulla per giustificare il suo gesto, assicurando soltanto di non aver avuto alcuna intenzione di fare male anche al figlio di pochi mesi. Il neonato è stato affidato ai nonni materni, in attesa che la madre si ristabilisca. Adesso gli investigatori, coordinati dalla Procura di Milano, dovranno ricostruire cosa abbia spinto il 29enne a colpire quasi a morte la sua compagna. Dalle prime testimonianze, rese dai familiari della giovane, tra il giovane e la loro figlia non vi sarebbero stati problemi di alcun tipo. Al vaglio degli inquirenti ci sono i cellulari della coppia e i pc, nei quali potrebbero nascondersi tracce di un possibile movente.

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