Gli effetti delle misure restrittive introdotte con il Dpcm del 3 novembre “sbiadiscono” e la curva dei nuovi casi scende sempre più lentamente. Allo stesso tempo, la scoperta della “variante inglese” e i “pochi vaccini in cascina” per i prossimi mesi dovrebbero indurre a una “rivalutazione” del piano di gestione della pandemia “rafforzando ulteriormente le misure di contenimento” ad iniziare dal “tracciamento” dei contagi con la nuova variante del Sars-Cov-2. Il monitoraggio della Fondazione Gimbe, relativo alla settimana 16-22 dicembre, suggerisce di tenere alta la guardia e di non aspettarsi una rapida discesa dei contagi quotidiani dai livelli raggiunto nell’ultima settimana.

La Fondazione, presieduta da Nino Cartabellotta, rileva un leggero rallentamento nella crescita dei nuovi casi, passati da 113.182 a 106.794 a fronte di una sostanziale stabilità dei casi testati. E fa notare che pur riducendosi la pressione sugli ospedali, l’area medica (24.948 vs 27.342) e le terapie intensive (2.687 vs 3.003) rimangono sopra soglia di saturazione rispettivamente in 9 e 8 Regioni. In lieve riduzione il numero dei decessi, che sfiorano comunque i 4.000 in una settimana.

“I dati di questa settimana – dichiara Cartabellotta – confermano che la frenata del contagio è sempre meno evidente, come documentato dalla stabilizzazione dei rapporti positivi/casi testati e positivi/tamponi totali, dalla modesta riduzione dell’incremento percentuale dei casi totali (57% vs 6,4%) e dalla lieve flessione dei nuovi casi settimanali (-5,6%)”. Insomma “Se le situazioni regionali sono piuttosto eterogenee, è evidente che in generale le misure di contenimento introdotte con il Dpcm del 3 novembre 2020 stanno esaurendo i loro effetti”. Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, al di là del potenziamento delle misure restrittive per il periodo di Natale, con 10 giorni di zona rossa inframmezzati da tre giorni di zona arancione, “due fattori influenzeranno nei prossimi mesi l’evoluzione della pandemia nel nostro Paese: l’avvio della campagna vaccinale e la diffusione della variante Gb recentemente isolata”.

Considerato “che le risposte a questi interrogativi non arriveranno tutte in tempi brevi – conclude Cartabellotta – occorre rivalutare complessivamente il piano di gestione pandemica, rafforzando ulteriormente le misure di contenimento dell’epidemia, incluso il tracciamento dei casi positivi alla nuova variante”. Infatti, “l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Ecdc raccomandano di potenziare gli sforzi per controllare e prevenire la diffusione del virus sia con l’intensificazione delle attività di testing&tracing e di sequenziamento virale”, sia “continuando a sensibilizzare la popolazione sull’importanza delle misure di distanziamento sociale e sull’uso delle mascherine. Anche perché, come ribadito ieri dall’Aifa, la vaccinazione individuale non potrà conferire alcuna ‘patente di libertà’‘”.

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