Anche i libri in prestito arrivano a domicilio. Il 3 dicembre è partito il progetto BiblioExpress, voluto dalla rete bibliotecaria di Milano. L’utente prenota i testi sul web e aspetta che gli vengano consegnati a casa. Due richieste al mese, per un massimo di cinque opere alla volta. Anche audiolibri, dvd, cd, giornali e riviste. Un servizio rivolto ai cittadini over 70 e a chi non può uscire causa Covid o per altri motivi di salute.

Un delivery, ma di carta stampata. “Abbiamo chiesto ai nostri colleghi del personale comunale, e in 66 si sono detti disponibili a diventare rider della cultura”, spiega Stefano Parisi, responsabile dell’Area Biblioteche di Milano. Fra loro, c’è anche lui: quando parla con ilfattoquotidiano.it si sta preparando per svolgere il proprio turno di consegna.

È andata così: “Il dpcm antecedente a quello del 4 dicembre da un lato disponeva la chiusura del servizio al pubblico delle biblioteche, ma dall’altro lasciava aperte le librerie. I libri sono quindi riconosciuti come beni essenziali. Abbiamo chiesto alla prefettura se fosse stato possibile proseguire i prestiti che ci venivano richiesti via remoto, lasciando i testi sulla soglia dell’ingresso della biblioteca stessa”, racconta Parisi. “Ma ci è stato detto che non si poteva fare, e che l’unica via percorribile era effettuare le consegne a domicilio nel rispetto del distanziamento e delle norme vigenti. Oltre a questo, potevamo appoggiarci a esercizi commerciali autorizzati a lasciare aperta la propria attività. Dato che i nostri utenti non hanno mai smesso di cercarci, ci siamo organizzati”.

Il progetto sarà in fase di sperimentazione fino al 31 gennaio e proseguirà anche in seguito all’emanazione del decreto datato 4 dicembre, che riapre la possibilità di consultare i testi in sede. “Quest’ultimo è un discorso da affrontare con attenzione, i dati sui morti ancora parlano chiaro”. Ripartirà certamente il servizio del ritiro dei libri prenotati. Ma, spiega Parisi, BiblioExpress parte, e continua, perché rimane un punto fermo: molte persone non possono muoversi da casa, perché contagiate o perché in condizioni di salute precaria.

“Non solo, il progetto vorrebbe essere il riflesso di un ragionamento più ampio su come intendiamo la città. Molti servizi sono posizionati nel centro o in specifiche aree. Altre zone restano invece poco servite. Ci piacerebbe pensare a una distribuzione più omogenea delle attività, più capillare e accessibile”. Andare verso i cittadini, insomma. In due modi. La consegna a domicilio e la collaborazione con la rete Lim (librerie indipendenti di Milano) diffusa per i diversi municipi, e con le edicole riunite nello Snag, il Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai.

“Ci danno una mano come punti di prestito, ritiro e restituzione. Così cerchiamo di raggiungere anche quei posti dove non siamo presenti”, spiega Parisi. A potenziare il gruppo di nuovi rider c’è la rete sociale Ugo, già attiva nel comune di Milano con servizi supporto alle persone anziane o in condizione di fragilità. Fornisce nove operatori in tutto, uno per municipio.

“Sempre Ugo si occuperà di scegliere e formare gli ospiti della Casa di accoglienza Enzo Jannacci, che potranno lavorare con noi per tutto il tempo del progetto”, prosegue Parisi. “L’idea è dare risposte flessibili al contesto che stiamo vivendo”, chiude. Se il personale comunale incaricato di raggiungere a domicilio gli utenti dovesse essere reintegrato in sede in seguito al nuovo dpcm, resterebbe comunque attivo il contributo di Ugo, edicole e librerie indipendenti fino al 31 gennaio. E si fa strada, intanto, l’ipotesi di prolungare l’attività anche per i mesi successivi.

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