“Il Covid? Ho paura di tutto così seguo le regole”. Sophia Loren è tornata. La più grande icona del cinema italiano nel mondo non recitava dal 2013, ma dal 13 novembre su Netflix la potremo vedere interprete del film La vita davanti a sé, diretta dal figlio Edoardo Ponti. Ed è proprio di fianco al figlio, mano nella mano, dalla sua casa di Ginevra, nella conferenza stampa in streaming di presentazione del film, che la Loren ha ripercorso alcune tappe della sua carriera e non si è sottratta al confronto con la pandemia di Coronavirus che stiamo vivendo. “Come mi comporto rispetto al Covid? È una cosa difficile da dire. Io, dovete sapere, ho paura di tutto e così sono per seguire le leggi. Sto insomma sempre attenta anche se i contatti sono importanti e mi mancano”.

L’attrice premio Oscar ha ricordato anche di un grosso rimpianto nel mondo del cinema, una parte non accettata. “Tanti anni fa un grande regista come Luchino Visconti mi aveva proposto di interpretare la monaca di Monza, ma poi non se ne è fatto più nulla e non mi ricordo neppure perché. Peccato, era un personaggio che amavo molto”.

La vita davanti a sé è ispirato al romanzo La vie devant soi, di Romain Gary, mentre la Loren interpreta Madame Rosa, anziana ebrea ed ex prostituta, che ospita bimbi in difficoltà nel suo piccolo appartamento di Bari. Lì finirà anche Momò, ragazzino di strada di origini senegalesi con il quale la donna, nonostante le differenze di età, cultura e religione, si ritroverà legata per sempre. “Questo personaggio ricorda molto mia madre – ha concluso la Loren – Sono rimasta molti anni lontana dai set, ma non me ne sono nemmeno accorta. Avevo bisogno di silenzio, di stare coi miei figli, vederli crescere”.

Memoriale Coronavirus

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, primario di cardiologia al Sacco: “Ospedali di Milano al collasso. Avanti così, si rischia di morire in ambulanza o in casa”

next