Ci è voluto quasi un anno dall’indizione del concorso prima di avere una data ufficiale e ora, a causa di quella che sembrerebbe una “svista” sul giorno scelto, un singolo ricorso potrebbe far saltare tutto. La nuova selezione della Rai per inserire nell’azienda 90 giornalisti non trova pace. A mettere a rischio l’atteso test una legge del 1989 che regola i rapporti tra lo Stato e l’Unione delle comunità ebraiche e che in caso di concorsi pubblici sottolinea la necessità di “tenere in considerazione” le festività ebraiche, vietando di fatto di fissarli in concomitanza. Il 10 ottobre, data comunicata agli oltre 3mila iscritti, è infatti non solo un sabato, giorno di riposo per gli ebrei, ma anche la festa della Simchat Torah, ossia la festa della Legge.

La Rai, per la verità, pur essendo a totale partecipazione pubblica, ha sempre sottolineato il proprio carattere di spa, e quindi di azienda privata non soggetta alla legge dell’89, ma, come ha evidenziato l’ex presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, parlando con il Quotidiano del Sud “il buon senso dice che se ci fosse qualche osservante a cui fosse impedita la partecipazione, la Rai dovrebbe rifare il concorso“. Senza dimenticare che, sottolinea Pacifici, “la legge è stata già applicata anche ad enti privati”.

In ogni caso, che venga accolto o meno, un eventuale ricorso bloccherebbe ancora l’iter di selezione. Un “errore” quello della Rai che secondo Pacifici è stato fatto “in buona fede” ma che, storcono il naso sui social, è comunque discriminatorio. Partecipando l’ebreo osservante contravverrebbe diverse “regole” previste dalla religione: il sabato è infatti vietato lavorare, muoversi con qualunque mezzo a motore, scrivere, o anche semplicemente apporre una x visto che si tratta di un test a crocette, come evidenzia ancora l’ex presidente della comunità ebraica. Tanto che, secondo la stessa legge dell”’89, gli studenti possono “saltare” il sabato a scuola, considerando giustificata l’assenza. Perfino per fissare la data di referendum ed elezioni, ricorda Pacifici, si tiene conto del calendario delle festività ebraiche che ogni anno viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale, visto che la religione segue il calendario lunare.

Al momento, comunque, non risulta essere stato presentato alcun ricorso, anche se un eventuale ulteriore stop spaventa i candidati che promettono battaglia. Treni e alberghi già prenotati e pagati, in quel caso, potrebbero trasformarsi in un’ulteriore grana per l’azienda di Viale Mazzini che “lotta” con questo concorso da oltre un anno.

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