Qualche giorno fa, in occasione dell’evento Oculus Connect, Facebook, ora proprietaria di Oculus, ha presentato il nuovo modello Quest 2, un sistema di realtà virtuale all-in-one più piccolo e più leggero di oltre il 10% rispetto al modello precedente, per una migliore mobilità e comfort. Inoltre, il dispositivo è ora più potente grazie all’adozione del processore Qualcomm Snapdragon XR2, mentre il display integrato offre il 50% di pixel in più per una maggiore nitidezza ed arriverà in futuro il supporto al refresh rate di 90 Hz.

La novità è che, nonostante i visori VR siano stati ideati inizialmente ed utilizzati soprattutto per l’intrattenimento grazie allo sviluppo di appositi videogiochi, questi dispositivi possono essere molto utili anche per la produttività. Proprio per quest’ambito infatti Facebook ha annunciato Oculus Infinity Office, che ricrea un ambiente VR con il quale interagire principalmente tramite gesture, consentendo così di lavorare ai propri progetti ovunque ci troviamo.

Oculus ha stretto inoltre un accordo con Logitech, gigante della produzione di periferiche per PC, che realizzerà una speciale tastiera, chiamata K830, che, una volta collegata al proprio visore Quest 2, permetterà di digitare comodamente testi e manipolare contenuti con il trackpad.

Particolarmente interessante è anche la possibilità offerta dal visore di vedere ugualmente quello che ci circonda, anche se in bianco e nero, e regolare la trasparenza degli oggetti a schermo. Senza dubbio si tratta di una visione piuttosto futuristica dell’ufficio del futuro, non più legato ad uno spazio limitato e fisso, e che costituisce una sorta dell’evoluzione del tanto chiacchierato “smart working” che molte persone si sono trovate ad affrontare nel corso degli ultimi mesi.

Rimane ancora qualche dubbio a riguardo, soprattutto inerente all’effettiva comodità legata all’indossare un visore VR per diverse ore consecutive. Tuttavia, Facebook pubblicherà questa funzionalità in via sperimentale il prossimo inverno e quindi potremo verificare in prima persona la sua validità.

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