Il giorno dopo la grande Marcia per la libertà di Minsk che ha inondato le strade della capitale con decine di migliaia di persone per manifestare contro la contestata rielezione del presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, nel Paese sono scattati gli scioperi di massa, con i lavoratori che si stanno riunendo in comitati, scrive il portale internet Tut.by. I dirigenti delle imprese hanno avuto un altro incontro con i lavoratori oggi e hanno esortato tutti a mettere per iscritto le loro richieste senza interrompere il processo di produzione, ma “il voto per lo sciopero è stato praticamente unanime, stanno formando comitati di sciopero e si preparano a notificare formalmente all’amministrazione, tramite il sindacato, che la produzione sarà interrotta“, si legge. Tra le richieste avanzate ci sono soprattutto l’annullamento delle elezioni e lo stop delle violenze contro i manifestanti, ipotesi già respinte nei giorni scorsi dal leader che anche oggi, incontrando i lavoratori alla fabbrica di trattori di Minsk, ha detto che un nuovo voto è “fuori questione”, anche se si è detto disposto a condividere il potere, a procedere con modifiche alla Costituzione, “ma non sotto le pressioni e non tramite proteste di piazza”. A incrociare le braccia sono anche alcuni dipendenti della Belteleradiocompany, che riunisce le televisioni e le radio di Stato.

Con la situazione che si fa sempre più critica per il presidente, che sta cercando di resistere alla forte pressione interna e internazionale, già ieri la Russia aveva annunciato di essere pronta all’intervento militare per salvaguardare il regime. E oggi il Conflict Intelligence Team, riprendendo diverse segnalazioni emerse sui social, parla di decine di camion Ural e KamAZ, senza numeri di identificazione e identici a quelli della Rosgvardia, corpo di vigilanza interno della Russia, avvistati il 16 agosto sulle autostrade E95 e M1 mentre si dirigevano verso la Bielorussia. Anche secondo un lettore di Fontanka, testata di San Pietroburgo, sulla strada tra la città russa e Pskov c’erano circa 30-40 camion e diversi fuoristrada militari che possono trasportare “almeno 600 uomini”, secondo il Cit. Il Distretto Militare Occidentale ha però smentito che i mezzi siano in forza al contingente russo.

La leader dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, fuggita in Lituania dopo l’esito del voto, ha pubblicato un nuovo videomessaggio dicendosi “pronta ad assumermi le mie responsabilità e ad agire da leader nazionale durante questo periodo, in modo che il Paese si calmi e ritrovi un equilibrio, che si rilascino tutti i prigionieri politici e si preparino rapidamente le condizioni per l’organizzazione di una nuova elezione presidenziale. Un’elezione reale, equa e trasparente che riceva l’approvazione incondizionata della comunità internazionale”, ricordando di non aver mai voluto diventare “una politica ma che il destino ha voluto” che si trovasse “in prima linea contro l’arbitrarietà e l’ingiustizia”.

Al suo fianco e quello di tutti i manifestanti si è schierato anche il Regno Unito che, con il ministro degli Esteri Dominic Raab, ha fatto sapere che “la violenza contro manifestanti pacifici in Bielorussia è terribile. Il Regno Unito non accetta i risultati di elezioni fraudolente e chiede un’indagine urgente dell’Osce (l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) sulle gravi irregolarità e la repressione che ne è seguita”. Richiesta simile a quella avanzata dalla Germania: “Non hanno rispettato gli standard minimi di democrazia”, ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. E ha poi aggiunto: “Naturalmente si sta valutando l’opzione di estendere le sanzioni ad altre figure guida del Paese”.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha annunciato su Twitter di aver convocato per mercoledì un vertice Ue straordinario sulla crisi nel Paese: “I bielorussi hanno il diritto di decidere del loro futuro ed eleggere liberamente il loro leader. Le violenze contro i manifestanti sono inaccettabili e non possono essere autorizzate”, ha scritto.

Il procuratore generale bielorusso, citato da Interfax, ha comunque fatto sapere che quasi tutte le persone imprigionate durante le proteste sono state liberate: “L’Ufficio del Procuratore generale, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, ha lavorato per il rilascio dei cittadini detenuti per violazioni amministrative in relazione alla partecipazione ad eventi di massa non autorizzati. Praticamente tutte le suddette persone sono state rilasciate”, ha dichiarato il servizio stampa che ha pubblicato l’elenco delle persone attualmente detenute, con l’avvertenza che l’elenco sarà aggiornato.

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