I carabinieri della stazione di Pieve del Grappa hanno individuato il turista austriaco che la settimana scorsa ha danneggiato la scultura di Paolina Borghese del Canova nella gipsoteca di Possagno, nel Trevisano, rompendole un dito del piede per scattarsi un selfie. Dopo un primo contatto del museo con la comitiva di turisti, i carabinieri hanno contattato la capogruppo che aveva effettuato la prenotazione. È risultata essere la moglie del responsabile, un cinquantenne che si è detto disponibile a ripagare il danno all’opera d’arte.

Il turista, che si trovava in Italia per festeggiare il suo compleanno, si è di fatto “consegnato” e ha scritto una lettera a Vittorio Sgarbi:

“Volevo/vorrei auto-denunciarmi, dopo che oggi ho letto dell’incidente sui giornali austriaci, e mi è subito stato chiaro che dovevo mettermi in contatto. Già prima di questa mail, io ho chiamato il signor Vittorio Sgarbi e il Museo, senza però raggiungerli personalmente. Io rimango a completa disposizione per questo incidente, è stato un comportamento irresponsabile da parte mia, le conseguenze non mi erano note, pertanto ho continuato normalmente la visita al museo e l’intero soggiorno in Italia (non sono “fuggito”)”.

Il turista, che risiede Aistersheim, racconta: “Io mi trovavo con un gruppo (10 persone), in occasione del mio cinquantesimo compleanno, durante un’escursione di quattro giorni sulla Via del Prosecco con un ultimo giorno a Venezia, e siamo tornati dal nostro viaggio quella notte di lunedì. Durante la visita mi sono seduto sulla statua, senza però accorgermi del danno che evidentemente ho causato. Vi chiedo informazioni sui passi che sono necessari da parte mia in questa situazione per me molto spiacevole e per la quale, in primo luogo, mi scuso in in tutti i modi. Rimango a vostra disposizione per e-mail, telefono o, se necessario, volentieri anche personalmente, per qualsiasi informazione e in qualsiasi momento”

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Migranti a Udine, “squadroni della morte” e “forni crematori così non rompono più”: le parole del responsabile della Protezione civile

next