Si chiamerà ufficialmente “Genova San Giorgio” il ponte costruito sulle macerie dell’ ex Morandi. Ma San Giorgio non è il santo patrono della città, come verrebbe spontaneo pensare. Il protettore della città è San Giovanni Battista, le cui reliquie sono conservate nella cattedrale di San Lorenzo, la sua chiesa più importante.

Ma in realtà la città è profondamente legata al cavaliere che uccise il drago, tanto da ‘adottare’ proprio la croce di San Giorgio – rossa su fondo bianco – come vessillo della Repubblica di Genova. Pare che già fosse in uso nel 1096, ed è tuttora presente nel gonfalone ufficiale del Comune e in quello della Regione. La bandiera con la croce rossa e bianca è apparsa anche sul nuovo ponte durante i lavori di costruzione.

Nella tradizione popolare, San Giorgio è rappresentato nell’atto di uccidere un drago: secondo la leggenda era un giovane cavaliere che si trovò a passare nella città di Selem, in Libia, dove un mostro terrorizzava la popolazione chiedendo offerte umane per placare la sua fame. Gli abitanti tiravano a sorte tra i propri figli, e un giorno capitò alla figlia del re. Ma quel giorno arrivò il cavaliere, che promise di uccidere il drago se la popolazione si fosse convertita. E così fu.

La fama di san Giorgio e il suo vessillo circolarono in tutta Europa durante le crociate: nel 1190, poi, l’Inghilterra chiese a Genova il permesso per utilizzare la bandiera rossobianca per le sue navi. La flotta genovese era così potente che si dice bastasse mostrare le insegne da lontano per evitare gli scontri in mare e gli assalti di pirati. Poi dal 1277, a causa del suo uso sempre più diffuso, la croce di San Giorgio è diventata la bandiera ufficiale dell’Inghilterra, della città di Londra e della marina militare Royal Navy.

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