Proprio quando pensava di poter tirare un sospiro di sollievo, la Spagna torna ad abbassare le saracinesche, dopo la risalita dei contagi. Dopo il confinamento di 200mila abitanti della Catalogna annunciato sabato, oggi anche in Galizia scatta il lockdown per 70mila persone. La regione nord-occidentale è nota soprattutto per il santuario del capoluogo regionale, Santiago di Compostela, famosa meta di pellegrinaggio. Al momento in Galizia ci sono 258 casi, 117 dei quali a Lugo.

Dopo la scoperta di un focolaio con oltre 100 casi, la Generalitat ha decretato il confinamento dei residenti di La Marina. La notizia è stata diffusa da El Pais, citando il ministro della Salute Jesùs Vàsquez. Gli abitanti della provincia di Lugo, quindi, non potranno lasciare la zona dalla mezzanotte di domenica a venerdì prossimo, ovvero due giorni prima delle elezioni regionali: solo le persone che dovranno viaggiare per comprovate necessità potranno lasciare la località. Il ministro della Sanità regionale Jesus Vazquez Almuina ha spiegato che i nuovi focolai sono legati alle attività di alcuni bar nell’area.

Una serie di chiusure che arrivano nel pieno della stagione turistica, imprescindibile per l’economia iberica ma partita tra mille difficoltà. Solo il 4 luglio il Paese – ottavo al mondo per numero di vittime del Covid – aveva riaperto le sue frontiere agli arrivi di 12 nuovi Paesi, seguendo le raccomandazioni dell’Ue ma escludendo Marocco, Algeria e Cina. Apertura tra le perplessità, perché il giorno prima aveva registrato 17 morti per coronavirus in un giorno, il più alto numero di vittime dal 19 giugno. Madrid aveva già riaperto il 21 giugno ai cittadini Ue, britannici e dello spazio Schengen. Il ministero della Salute ha sottolineato che negli aeroporti sono stati dispiegati dei rinforzi per “il controllo dei viaggiatori in arrivo” con termometri e una raccolta dati per poterli contattare

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