Il sindaco di Milano Giuseppe Sala chiede scusa, almeno in parte. Nel botta e risposta con il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas sui test sierologici il primo cittadino della città lombarda aveva sbottato. “Quando deciderò dove andare per un weekend o una vacanza me ne ricorderò”, aveva detto in risposta all’ipotesi del governatore della Sardegna di imporre la ‘patente’ di immunità ai turisti in arrivo. Ora Sala fa mezzo passo indietro e rettifica. Ma solo “nella forma, il mio ‘ne me ricorderò’ era rivolto alla politica sarda”, ha scritto su Instagram il sindaco di Milano.

Solinas, intanto, non molla la presa sul passaporto sanitario per i turisti che vogliono mettere piede sul territorio sardo, anche se a criticare la proposta ci sono anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, e quello dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. “Ipocrita, ingestibile, impraticabile”, l’hanno definita, oltre che “incostituzionale”. Il sindaco di Milano, però, era stato uno dei primi a commentare l’iniziativa sarda, aggiungendo anche un parere personale: “Parlo da cittadino, prima ancora che da sindaco. Quando deciderò dove andare per un weekend o una vacanza me ne ricorderò”. Immediata la risposta del governatore della Sardegna che aveva invitato Sala ad avere la “decenza del silenzio in materia di coronavirus, dopo i suoi famigerati aperitivi pubblici in piena epidemia”.

Questa volta, però, il primo cittadino milanese ha deciso di non alzare ulteriormente i toni e, anzi, di fare mea culpa: “So di essere spesso ruvido”, ha scritto il sindaco ricordando i tempi in cui andava in barca proprio in Sardegna, “prima alla Maddalena e poi a Cagliari. Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna”, ha sottolineato. Quindi, Sala ha concluso che il “punto centrale non è dove si fanno le vacanze. Ma sentirsi una sola comunità. E penso anche che la generosità e il senso di accoglienza di Milano non ci abbiano mai portato a fare alcun distinguo”.

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