Anche allacciarsi le scarpe può essere un’impresa per una persona colpita dal morbo di Parkinson. Per questo sa di buono la notizia che sono state trapiantate con successo su un paziente con cellule neurali su misura, ottenute trasformando cellule cutanee del paziente stesso e che a due anni dal trapianto – eseguito con due interventi mininvasivi – le cellule impiantate hanno sostituito quelle perse a causa della malattia. Sostituzione che ha comportato, secondo quanto riferito, alcuni miglioramenti nelle proprie attività quotidiane come camminare, allacciarsi le scarpe e parlare, senza riportare effetti collaterali.

Lo studio, condotto presso il McLean Hospital e Massachusetts General Hospital (MGH) e reso noto sul New England Journal of Medicine, aggiunge un nuovo tassello nella costruzione di un’arma che possa combattere questa malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla graduale perdita dei ‘neuroni dopaminergicì (che producono dopamina), cruciali nel controllo motorio.

L’idea alla base dell’intervento sul paziente, approvato dall’Food and drug administration, è di riprogrammare cellule di pelle ‘paziente-specifiche’, riportandole prima in uno stadio di cellula staminale embrionale e poi trasformando le staminali così ottenute in cellule dopaminergiche su misura da usare come terapia cellulare per il singolo paziente. “Poiché le cellule derivano dal paziente, sono facilmente reperibili e non vanno incontro a reazioni di rigetto. “Questo rappresenta una pietra miliare nella medicina personalizzata per il morbo di Parkinson”, ha dichiarato il coordinatore del lavoro Kwang-Soo Kim, professore di Psichiatria alla Università di Harvard.

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