L’Alto Adige rivendica la sua autonomia anche sulla Fase 2. Dall’11 maggio riapriranno parrucchieri e ristoranti, dal 25 maggio anche gli hotel. Come annunciato, la Provincia di Bolzano va per la sua strada sul contenimento del coronavirus e a costo di distinguersi da Roma, vara misure meno restrittive di quelle presenti anche nella vicina Austria o della Germania. “Nessuna fuga in avanti e nessun tipo di strappo istituzionale“, si è affrettato a ribadire il governatore altoatesino, Arno Kompatscher. “In determinate parti la nostra legge sarà addirittura ancora più restrittiva del dpcm a livello nazionale mentre per altre parti abbiamo pensato di poter già partire prima con qualche attività”, ha aggiunto. La Svp nei giorni scorsi aveva minacciato anche il ritiro dell’appoggio al governo in caso di impugnazione della legge provinciale.

Legge che è stata approvata oggi dalla giunta provinciale: dopo il passaggio in Consiglio, dovrebbe entrare in vigore dall’8 maggio, quando in Alto Adige potranno riaprire le attività commerciali e le attività produttive nei settori industria e artigianato. Una fuga in avanti rispetto alla tabella di marcia dettata dal premier Giuseppe Conte che proseguirà l’11 maggio, quando potranno riaprire le attività inerenti ai servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri ed estetisti e anche i servizi di ristorazione e i bar. Dalla stessa data si spalancheranno anche le porte di musei e biblioteche. Il 25 maggio potranno riaprire le strutture ricettive turistiche presenti e gli impianti a fune.

Il settore turistico è di grande importanza in Alto Adige. Con l’apertura degli alberghi il 25 maggio, Bolzano sorpassa addirittura l’Austria che l’ha prevista solo per il 29 maggio. Sicuramente però sarà un turismo solo locale: i tedeschi, amanti delle montagne sudtirolesi, non potranno infatti viaggiare all’estero almeno fino al prossimo 14 giugno. La mossa di Kompatscher è infatti soprattutto rivolta all’elettorato tedesco, sempre più restio ad accettare le restrizioni imposte dal governo centrale.

Da qui la fuga in avanti, nonostante sarebbe bastato aspettare ancora poco più di due settimane, come ha ammesso lo stesso governatore altoatesino: “Presto saremo tutti nuovamente allineati, visto l’apertura di Conte (sulle differenze regionali, ndr) dopo il 18 maggio“. “Penso che questa apertura non ci sarebbe stata senza la nostra iniziativa. Siamo stati gli apripista”, ha però rivendicato Kompatscher. Il Trentino per il momento invece ha scelto la linea più cauta: “Siamo fiduciosi di poter arrivare a queste aperture differenziate. Da parte nostra non c’è la volontà di andare ad uno scontro con il governo”, ha fatto sapere il governatore Maurizio Fugatti.

In Alto Adige la ripresa – secondo il disegno di legge – dovrà essere “condizionata all’osservanza rigorosa e responsabile delle misure fino alla cessazione totale dello stato di emergenza dichiarato”. Il testo si sofferma a lungo sui comportamenti da tenere a livello sociale e sul posto di lavoro. “Confidiamo nella collaborazione di tutti i cittadini, perché per la progressiva ripresa delle attività è necessaria una grande disciplina. Dovremo infatti imparare a convivere con il coronavirus”, ha aggiunto Kompatscher. Ci si potrà quindi spostare liberamente sul territorio provinciale, senza autocertificazione, rispettando il divieto di assembramento, l’obbligo di distanziamento sociale di almeno un metro e usando dispositivi di protezione.

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