“Care ragazze, cari ragazzi”, “l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha sconvolto, in poche settimane, le nostre vite”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre si discute dell’imminente avvio della fase 2, è intervenuto nel programma “Maestri” di Rai Cultura in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, in onda dal 27 aprile. E ha affrontato uno dei temi più discussi in queste ore: il mancato ritorno in classe per gli studenti italiani.

“Oltre all’angoscia per i lutti, alle sofferenze di tante persone colpite dal virus, ai sacrifici di chi lo combatte in prima linea”, ha detto Mattarella, “dobbiamo confrontarci con regole che cambiano drasticamente tante abitudini; e la nostra quotidianità”. E il ritorno alla normalità non sembra essere imminente, soprattutto per gli studenti: “Anche la vostra vita è, improvvisamente, cambiata. Le scuole di tutto il Paese sono state chiuse e lo rimarranno fino a quando il pericolo non sarà stato eliminato; e non sarà possibile riaprirle in sicurezza. Siamo di fronte a un evento eccezionale che tocca la vita di più di otto milioni di ragazze e ragazzi italiani. E di centinaia di milioni di studenti nel mondo. Qualcosa di incredibile, mai avvenuto prima, nella storia dell’istruzione. Un evento drammatico, che possiamo ben definire epocale”.

Secondo Mattarella, “le scuole chiuse sono una ferita per tutti. Ma, anzitutto per voi, ragazzi; per i vostri insegnanti; per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità”. “La scuola non è soltanto il luogo dell’apprendimento. È la vostra dimensione sociale fondamentale, nella quale, assieme al sapere e alla conoscenza, cresce e si sviluppa – anche nella relazione con gli altri, con i compagni, con i vostri insegnanti – la personalità di ognuno di voi. Cioè quel che sarete nella vostra vita futura”.

Il capo dello Stato ha quindi riconosciuto l’importanza dei rapporti e delle relazioni nella fase dell’apprendimento: “È stato così per ciascuno di noi. Me lo ricordo anch’io, dopo tanto tempo. Per tutti, gli anni della scuola restano un’esperienza decisiva: per quello che si apprende, per le amicizie che si fanno – tante dureranno per tutta la vita – per le persone che si incontrano, per quelli che riconosceremo, sempre, come i nostri maestri. Tutti voi rammenterete queste settimane di forzato isolamento, per ciò che la pandemia vi ha sottratto: le vostre classi, i compagni, i professori”.

E proprio le restrizioni, dice ancora Mattarella, permettono di dare nuovo valore alla situazione: “In fondo, costretti a casa, avvertite – molti, forse, con sorpresa – che la scuola vi manca. Probabilmente, non avreste mai immaginato che poter uscire per andare a scuola costituisse un esercizio di libertà. Della vostra libertà. Ma è possibile anche che questa esperienza, così dura e sofferta, si tragga un’occasione di crescita“. Ovvero un momento “per riflettere tutti su ciò cui abbiamo dovuto, momentaneamente, rinunziare; e sul valore delle occasioni e dei gesti, apparentemente scontati, che in questo momento ci mancano. A cominciare dalle relazioni tra le persone. Ma soprattutto per riflettere su ciò che dovrà, necessariamente, cambiare. Perché tutti ripetiamo che, dopo questa pandemia, il mondo non sarà più come prima: ma nessuno, davvero, può ancora dirci come sarà”.

E sull’immaginare il futuro, Mattarella ha chiesto l’aiuto degli studenti: “Come sarà il mondo di domani dipenderà, in realtà, in larga misura da voi, studenti di oggi. Dalla vostra capacità di pensarlo, di progettarlo, di viverlo. Dal vostro impegno. Da come metterete a frutto i saperi e le conoscenze che oggi acquisite. Anche per questo – direi, particolarmente per questo – è importante continuare. Continuare a sentirsi e a essere studenti. Continuare a sentirsi parte, protagonista, della comunità educante”.

Infine si è rivolto ai maturandi: “Anche per quanti tra voi sono giunti alla conclusione del percorso scolastico – e si preparano agli esami di maturità – è importante continuare a tenere vivo il rapporto che unisce tutti voi, insieme, alla vostra scuola, alle vostre lezioni. Nelle forme in cui questo è reso possibile dalle nuove tecnologie. E desidero ringraziare chi opera perché questo avvenga, a cominciare da tanti docenti”. E ha chiuso: “A voi, ragazze e ragazzi, il mio incoraggiamento. Buone lezioni a tutti! E, per chi si prepara agli esami, in bocca al lupo!”.

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