Sei settimane dopo l’applicazione delle misure anti-contagio contro il coronavirus e alla vigilia della fase 2 per la ripartenza, cresce ancora la fiducia nel governo Conte 2. A rilevarlo è il sondaggio Ixè per la trasmissione Carta Bianca su Rai3: dal 7 aprile l’esecutivo Pd-M5s-Leu-Iv guadagna altri due punti e passa dal 35 di febbraio al 56 per cento dei consensi. A trainare è soprattutto la fiducia nel premier Giuseppe Conte che in due settimane cresce ancora: dal 57 al 60 per cento con un balzo di 20 punti da inizio emergenza. Seguono, nella classifica dei leader: Giorgia Meloni (38%), Matteo Salvini (33%), Nicola Zingaretti (30%), Luigi Di Maio (26%), Silvio Berlusconi (23%), Matteo Renzi (11%).

Per quanto riguarda i gradimenti dei singoli partiti, da segnalare la Lega ancora in calo (25,9% dal 26%), ben distante dal 34 per cento delle Europee e a soli 3 punti dal Pd. I dem intanto salgono al 22,9% dal 22,6%. Tendenza positiva anche per il Movimento 5 stelle in crescita al 16,4% dal 16. Italia viva passa all’1,9 dal 2 mentre la Sinistra sale al 3,6 dal 3,5. All’opposizione Fdi è stabile al 12,5 e Fi cresce al 7,7 dal 7,5 per cento.

Per quanto riguarda la situazione di emergenza, osserva l’istituto presieduto da Robert Weber, le preoccupazioni degli italiani “si stanno spostando sul tema economico”. In particolare siamo nelle settimane decisive per le misure che saranno prese a livello europeo. Se l’operato governativo sul fronte economico dell’emergenza non riesce a convincere la maggioranza dei cittadini (era il 52% due settimane fa, ora è sceso al 46%), “si registra tuttavia un amplissimo credito rispetto alla capacità del governo di portare a casa un sostegno economico dall’Europa” (ne è convinto il 60% degli intervistati). Sul tanto contestato Mes, il fondo salva-Stati che i leader vorrebbero rendere disponibile senza condizionalità e che viene osteggiato dal Movimento 5 stelle, il 49 per cento degli intervistati si dice a favore dell’uso per motivi sanitari e il 31% contrario. Duro il giudizio sull’Europa: dal 7 aprile scorso la fiducia nell’Unione europea è crollata dal 36 al 28 per cento (era al 45% nel 2018).

Infine, interrogati sulla fase 2, i due terzi degli intervistati invocano la riapertura, dichiarandosi in larga maggioranza pronti anche a correre qualche rischio pur di riavviare le attività economiche (rispetto agli spostamenti di persone, invece si evidenzia un’atteggiamento decisamente più cauto).

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