Dopo ‘Kape To Cape‘ e ‘Transamazonica‘, lo scrittore e film maker Reza Pakravan torna con una nuova avventura, ‘The world’s most dangerous borders’, un documentario coprodotto da Samarcanda film e Loft Produzioni: “Mi sto imbarcando in un viaggio attraverso il continente africano: 5mila miglia attraverso 8 paesi alla scoperta delle frontiere dimenticate, lungo i confini più pericolosi del mondo”, spiega il regista. Il lungo percorso inizia nel punto più occidentale del Sahel, Dakar, e si sviluppa lungo i confini più pericolosi del continente fino a est. La capitale del Senegal ospita più di un milione di persone: si tratta di un paese relativamente stabile. Lì Reza incontra la sua guida, Henry, un consulente per i diritti umani e viene coinvolto in un travolgente rito locale. Dopo aver raggiunto il remoto nord del Senegal, ci spiega il progetto della “Grande muraglia verde”, un’iniziativa che prevede di ricoprire di verde le terre del Sahel, desertificate in seguito al riscaldamento globale. In Mali, Reza testimonia le terribili condizioni di povertà e schiavitù in cui versa la popolazione locale, dilaniata da un lungo conflitto e da attacchi terroristici che hanno messo in ginocchio l’industria del turismo, un tempo vitale. Costretto a deviare il percorso per l’impossibilità di arrivare a Timbuktu, a causa di recenti attacchi terroristici a opera di Boko Haram, Reza e la sua guida Henry decidono di raggiungere l’antica città di Djene, dove vengono sorpresi da un incredibile evento annuale, il rivestimento della più grande moschea di fango sul pianeta. “Correndo lungo la fascia del Sahel in Nord Africa ci si imbatte in alcuni dei confini più pericolosi del mondo che dividono nazioni, persone – spiega l’esploratore – Per secoli, guerre devastanti e climi rigidi della regione hanno impedito agli stranieri di attraversare questa terra di rara bellezza e cultura. Questi confini sono rimasti teatro di campi di battaglia militari e famiglie sfollate. E ora ospitano trafficanti di essere umani e gruppi terroristici come Al Qaeda e Boko Haram. Il Sahel, una frontiera ferita, che contiene storie di uomini e donne che stanno lottando per sopravvivere in uno degli ambienti più difficili del pianeta, è in prima linea nella crisi del riscaldamento globale che ha contribuito alla più grande migrazione mai vista sulla terra”.

‘The world’s most dangerous borders’ (4 episodi x 50 minuti) è disponibile in abbonamento su sito e app di Loft.

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