Clienti in fila, scorte finite. È boom di mascherine vendute nelle farmacie di Milano e in tutta la Lombardia in risposta all’epidemia coronavirus. “Se prima erano soprattutto le persone che dovevano andare in aeroporto o nelle stazioni a comprarle, ora sono i cittadini che devono prendere la metropolitana, i mezzi pubblici o andare in luoghi affollati”. A spiegarlo è Anna Rosa Racca, la presidente di Federfarma Lombardia, l’associazione dei titolari di farmacia: “Nella mia ne ho vendute 80 in un’ora. Ieri le richieste sono aumentate in maniera esponenziale: tutti quelli che entrano in farmacia ne chiedono almeno una. È sempre più difficile approvvigionarsi, ma i farmacisti stanno facendo tutti gli sforzi possibili per rifornirsi e rispondere alla domanda degli utenti – ha detto all’AdnKronos Salute. – E a volerle sono proprio tutti. Non c’è differenza di età o sesso. A richiedere le mascherine sono tutti quelli che entrano in farmacia: giovani, anziani, donne e uomini, indifferentemente”.

Il boom è avvenuto nelle ultime ore: in molte farmacie sono finite e quelle che si trovano sono vendute a prezzi esorbitanti. Una farmacia della zona Corvetto, Milano sud, ha esaurito da stamattina tutte le mascherine vendute singolarmente. ”Siamo stati presi d’assalto, riceviamo richieste continuamente – spiega una dottoressa all’Adnkronos -. Le abbiamo ordinate e dovrebbero arrivare nei prossimi giorni ma molti hanno finito gli stock, riprovi domani”. Le uniche disponibili sono quelle vendute in confezioni da 100, dal costo, non indifferente, di 100 euro a scatola. Ma la farmacia di Corvetto non è l’unica a Milano ad aver esaurito le scorte di mascherine: anche in zona Sarpi, nel quartiere di Chinatown, si fa fatica a trovarne e nelle farmacie che hanno ancora pezzi disponibili ci sono già file considerevoli.

Guardando al Veneto, l’unica regione oltre alla Lombardia che ha registrato una vittima, l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Padova ha specificato che “non è indicato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi“, sottolineando che le regole di prevenzione includono “lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo aver tossito o starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, e più in generale quando le mani sono sporche. Negli ospedali, e comunque quando si presta assistenza, seguire i consigli degli operatori sanitari”.

Anche il presidente di Federfarma Veneto, Alberto Fontanesi, precisa che il boom si è verificato nelle ultime ore, quando “la situazione è precipitata. Da stamattina – ha detto – abbiamo visto un impennata folle delle vendite”. “Stamani – spiega – ho aperto la mia farmacia e le prime cinque persone che sono venute sono entrate solo per questo motivo. Chi è l’acquirente tipo? Si va dall’ansioso che ha paura di contagio al viaggiatore, che è in partenza e ritiene di essere più esposto a rischio. Non mancano anche persone che hanno un raffreddore o una tosse e che in effetti le acquistano per il motivo più indicato, ovvero evitare di contagiare qualche familiare”.

Di qui l’appello ai produttori di mascherine: “Dare la precedenza nell’approvvigionamento, dopo gli ospedali e gli operatori sanitari, al canale delle farmacie, e in particolare a quelle delle regioni interessate in questo momento dalla circolazione del virus”. Per quello che riguarda invece le necessità di informazioni da parte dei farmacisti su come comportarsi per gestire al meglio la situazione, spiega: “Per il momento non abbiamo avuto indicazioni da parte delle autorità, se i colleghi in Veneto debbano o meno utilizzare mascherine quando sono dietro al bancone e quale altre misure prendere per proteggersi, oltre a una più frequente disinfezione degli ambienti, che stiamo già attuando. Speriamo arrivino il prima possibile”.

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