Gli automobilisti di Roma hanno perso nel traffico 254 ore a testa: lo stabilisce il Global card scorecard di Inrix, la classifica che analizza mobilità e congestione urbana in 38 Paesi nel mondo. L’Italia può vantare (si fa per dire) ben due città nella top ten: la capitale, seconda in classifica dopo Bogotà, e Milano, in settima posizione con 226 ore.

“C’è un altro inquinante che riduce la qualità della vita delle persone oltre allo smog, sono le ore perse nel traffico da ogni cittadino e Roma e Milano sono tra le città nel mondo con il maggior numero di ore perse per ogni cittadino nel traffico”, spiega il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, commentando i dati. “La quantità di auto circolanti in Italia è tra le più alte d’Europa e questa è anche una causa dell’emergenza sanitaria rappresentata dal superamento dei limiti di legge di Pm10 e i sindaci devono affrontare questo problema contestualmente alla trasformazione delle città a misura di trasporto pubblico”.

Il rapporto Inrix si riferisce al 2018. Al terzo posto della classifica c’è Dublino (246 ore) che è anche la città con la velocità media più bassa dei veicoli nel centro cittadino: 9,5 chilometri orari. Per avere un termine di paragone, i pedoni si spostano a circa 5 km l’ora. Quarto posto Parigi, seguita dalla russa Rostov-on don (237) poi Londra, con 227. Per quanto riguarda le altre città italiane, Firenze è quindicesima con 195 ore perse nel traffico, Napoli è due posizioni più in basso, Torino è alla posizione numero 22 con 167 ore, Genova alla 46 (148 ore) immediatamente seguita da Bologna (47/ma con 147 ore). Migliore la situazione a Bari (133 ore perse per ogni automobilista), e Palermo (119 ore perse). La congestione urbana, poi, ha anche un costo: particolarmente elevato per gli abitanti di Boston (2.291 dollari pro capite all’anno) e per Londra (1.680 sterline all’anno).

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