Le sardine, a una settimana dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna, raggiungono e superano ampiamente l’obiettivo di portare in piazza a Bologna almeno 30mila persone. E adesso la speranza diventa quella di stimolare una forte partecipazione al voto ma anche, dichiaratamente, di veder sconfitto il sovranismo di Matteo Salvini. “Si può arrivare da una piccola piazza a cambiare l’esito delle elezioni. Il punto di svolta non è oggi ma tra una settimana, se saremo nello squadrismo digitale o se invece c’è un segnale di speranza“, avverte Mattia Santori, tra i fondatori del movimento, a margine del maxi evento ‘Benvenuti in mare aperto’. “Se il sovranismo che era dato per strafavorito, e che ha speso soldi e persone per questa elezione, fosse sconfitto, sarebbe un segnale importante. Salvini si gioca una grossa fetta del suo futuro politico. La vera domanda è che cosa succede se la Lega, data per favorita due mesi fa, dovesse perdere fra una settimana. Diventerà un esempio in Italia e non solo”. Ma “un maggiore afflusso alle urne, una maggiore partecipazione al voto sarebbe già un gran risultato: la partecipazione è l’elemento cardine”.

Per ora si festeggia il successo della manifestazione, con “35mila-40mila persone” in piazza a “partita del Bologna è ancora in corso”, che aumentano ancora dopo la fine del match. “E’ la dimostrazione del fatto che il buon senso, il parlar calmi può funzionare”. No, però, alla trasformazione in partito: “Non è la direzione giusta. Purtroppo il dato di fatto è che se vuoi avvicinare gente alla politica il partito non aiuta. In ogni caso “quello che avverrà dopo dipenderà intento dal voto alle Regionali. Se andrà bene ci daremo una struttura“. Da parte sua il governatore uscente e candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini ha mandato “un grande abbraccio al mare di sardine che hanno invaso piazza VIII agosto a Bologna per una grande festa di musica, spettacolo e politica”. Mentre il segretario Pd Nicola Zingaretti su facebook scrive: “Da soli si va più veloce, insieme si va più lontano. Grazie per questa passione e questo protagonismo. Ossigeno per la democrazia nata dalla lotta antifascista”. “Bonaccini? Non l’abbiamo mai incontrato”, spiega però Santori. “E’ l’unico che neanche per vie traverse ci ha cercato”. Invece “esponenti, anche di spicco, dei Cinque Stelle ci hanno contattato, anche se non Di Maio”.

Il concertone è stato aperto sulle note del nuovo inno, “Siamo sardine e siamo tante, siamo formiche col passo di elefante, siamo l’allarme che sta già suonando, spargete voce, il vento sta cambiando”. Tante le sardine multicolor, il simbolo del movimento nato appena due mesi fa, sempre nel capoluogo emiliano-romagnolo, in piena campagna elettorale, e i cartelli contro l’odio, per l’ambiente o in difesa della democrazia. “Riportare la gente nelle piazze è la prima vittoria“, ha detto Mattia Santori, tra i fondatori e portavoce delle sardine. “Non dobbiamo dimenticarci che fino a qualche mese fa il clima politico e sociale che c’era in Italia era completamente opposto a quello che c’è adesso. In qualche modo si è già ottenuto qualcosa”.

Il programma dell’evento comprendeva nomi e volti dello spettacolo e della musica, della cultura e della società civile, da Marracash ai Subsonica, da Pif agli Afterhours, da Makkox ai Modena City Ramblers. “L’apparizione delle sardine è stata come un raggio di sole dopo che piove per un mese: uno respira”, ha detto Francesco Guccini in un video proiettato in piazza nel quale incontra i ragazzi fondatori del movimento. “Le sardine hanno dato voce a un mucchio di gente con cui la sinistra aveva perso contatto. Altro che ‘prima gli italiani’, ci sono anche italiani contrari a questi slogan, alla prepotenza e all’arroganza”.

Due mesi fa sul Crescentone a Bologna, in concomitanza con un comizio elettorale di Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni, si radunarono 11mila persone. Oggi sono state quattro volte tanto e non solo dalla Regione che il 26 gennaio andrà al voto per eleggere il nuovo governatore.

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