Nel giorno del 56simo compleanno di Michelle Obama, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump cancella l’Healthy, Hunger-Free Kids Act voluto nel 2010 proprio dalla ex First Lady per combattere l’obesità tra gli adolescenti: la legge introduceva nelle mense scolastiche una più sana alimentazione offrendo solo latte scremato e tagliando drasticamente i grassi e il sodio dal menu. Ora Trump azzera tutto: riduce l’offerta di frutta e verdura per lasciar spazio a “cibi più tradizionali” come pizza, hamburger e patatine. Del resto, “chi meglio delle scuole conosce i propri ragazzi”, dicono dal Ministero dell’Agricoltura.

Un cambio di rotta richiesto soprattutto da Brandon Lipps, vice segretario dell’United States Department of Agriculture (USDA)​, ovvero agenzia responsabile della gestione dei programmi nutrizionali per quasi 30 milioni di studenti in 99mila scuole americane. Lipps giustifica la sua decisione “necessaria per risolvere le normative messe in atto durante l’amministrazione Obama”. Nome troppo restrittive, sempre secondo il vice segretario, che avrebbero fatto aumentare la quantità di cibo sprecato e non consumato. Non solo, per Lipps i cambiamenti adottati permetteranno di risolvere altri problemi: ad esempio, le scuole che cercavano di implementare soluzioni innovative come la merenda da prendere al volo da un carrello o i pasti in classe, sono state costrette a dare ai bambini due banane per soddisfare i requisiti federali.

Non è dello stesso parere Colin Schwartz, vicedirettore degli affari legislativi del Center for Science in the Public Interest, secondo il quale se i nuovi standard venissero approvati “creerebbero un’enorme lacuna nelle linee guida sull’alimentazione scolastica, aprendo la strada alla possibilità di scegliere pizza, hamburger, patatine fritte e altri cibi ricchi di calorie, grassi saturi o sodio al posto di pasti scolastici equilibrati, e questo ogni giorno”.

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