“Quanti vogliono processi più brevi propongono di tornare alla vecchia prescrizione, quella che ha salvato Berlusconi nove volte”. Esordisce così Marco Travaglio su Loft nel suo appuntamento settimanale con la rubrica esclusiva ‘Carta Canta’, ogni giovedì alle 19, in cui analizzerà i temi di più scottante attualità. Primo titolo della stagione? Bonafede&Malafede’: il direttore de Il Fatto Quotidiano analizza la riforma blocca-prescrizione, a firma del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in vigore dal primo gennaio 2020, che prevede per l’imputato l’impossibilità di essere prescritto, in caso di condanna in primo grado, in sede penale. A dividere la platea politica è la durata dei processi, tra chi teme che questa riforma allunghi ancor di più i tempi e chi invece ritiene che li accorci. Travaglio delinea dieci proposte di sostegno alla riforma Bonafede, che in generale agevolerebbero il sistema giudiziario italiano: dalla revoca della reformatio in peius, per cui un giudice oggi non può comminare in appello una pena più lunga di quella sentenziata in primo grado, fino al disincentivo a ricorrere in appello, concludendo tutto con un solo grado di giudizio, come avviene negli Stati Uniti e in Inghilterra: “La prescrizione – conclude il giornalista – non è un diritto dell’imputato, ma una sconfitta dello Stato”.

‘Carta Canta’ è un programma realizzato in esclusiva per la piattaforma tv Loft (www.iloft.it e app Loft).

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