È stata ritrovata nella notte in Danimarca la ragazzina di 11 anni rapita il 20 dicembre scorso a Milano dal padre, il 42enne siriano Maher Balle, che già tre anni fa l’aveva sottratta alla madre e portata con sé in Siria. La piccola sta bene: si trova in una struttura della polizia danese e dovrebbe rientrare in Italia nelle prossime ore. Sono stati gli uomini della squadra mobile di Milano e dello Scip della Polizia a rintracciare padre e figlia grazie alla geolocalizzazione del cellulare con il quale domenica sera la ragazzina ha telefonato alla madre. I due, secondo quanto spiegato dalla Squadra Mobile di Milano, erano ad Aarhus, la seconda città della Danimarca. Il pm di Milano Cristian Barilli, dopo il rapimento di venerdì, aveva aperto un’inchiesta per sottrazione internazionale di minori. Da quanto è stato riferito, il pm ha poi passato il fascicolo al Dipartimento fasce deboli coordinato dal procuratore aggiunto Letizia Mannella.

Neanche un mese fa un’operazione internazionale di polizia era riuscita a riportare la ragazzina in Italia dalla Siria, facendole riabbracciare la madre. È rimasta con lei fino al 20 dicembre, quando il padre l’ha di nuovo rapita facendo scattare ancora una volta le ricerche: alle 13 Balle, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, era andato nella scuola media della ragazzina in zona Porta Romana, a Milano, e l’ha prelevata senza che il personale dell’istituto, forse non informato, sollevasse obiezioni. Una testimone ha riferito di averlo visto con due valigie, mentre il suo cellulare risultava inizialmente spento.

Già tre anni fa, il 31 dicembre del 2016 il 42enne sparì con la bambina in Siria dopo averla avvicinata con la scusa di portarla in un parco giochi. Nei tre anni trascorsi in Siria il padre aveva promesso per almeno due volte di rientrare in Italia con la piccola per poi cambiare idea all’ultimo. Fino allo scorso 29 novembre quando l’uomo partito da Damasco, seguito dagli uomini dello Scip (Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Criminalpol) della polizia e dalla squadra mobile di Milano, è arrivato a Malpensa riportando in Italia la figlia. Nello stesso giorno in Tribunale era in corso a carico del 42enne un processo per sottrazione internazionale di minore. Fondamentali per il rientro del siriano e della piccola erano stati anche i contatti tra la Procura e il difensore dell’imputato, per il quale, come stabilito dal giudice, era stato attivato un programma per la messa in prova.

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