Due anni fa il sequestro del ristorante dei vip per riciclaggio. Oggi sono arrivate cinque condanne e una assoluzione nel processo che vedeva tra gli imputati l’ex proprietario dell’Assunta Madre a Roma. I giudici della VI sezione penale hanno inflitto 8 anni e 9 mesi a Gianni Micalusi, detto ‘Johnny’, ex proprietario del locale di via Giulia. Condannati anche i figli di Micalusi, Francesco e Lorenzo, a 2 anni e mezzo ciascuno, l’imprenditore Vito Genovese a 2 anni, il commercialista Luciano Bozzi a 2 anni e 9 mesi. Assolto invece Adriano Nicolini, già direttore di una filiale romana della Banca del Fucino. L’indagine del procuratore Michele Prestipino e del sostituto Francesco Minisci riguardava anche episodi di intestazione fittizia di beni e autoriciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Il ristorante era già finito al centro della cronaca giudiziaria nel 2013, quando Alberto Dell’Utri, fratello dell’ex senatore Marcello, fa tratteggiava i contorni della possibile fuga all’estero del fondatore di Forza Italia. “Qua bisogna accelerare i tempi fin quando che Marcello è libero, perché se poi non ce la fa?”, diceva il gemello di Dell’Utri, colloquiando l’8 novembre 2013 con Vincenzo Mancuso all’interno del locale, mentre le cimici della procura di Roma carpivano ogni parola. “Il programma – svelava sempre Alberto Dell’Utri – è quello di andarsene in Libano perché lì è una città dove Marcello ci starebbe bene perché lui c’è già stato, la conosce, c’è un grande fermento culturale, per lui andrebbe bene”. L’intercettazione era stata ordinata dai magistrati di piazzale Clodio nell’ambito di un’indagine su Micalusi e per questo motivo non era stata tenuta in considerazione dal Tribunale del riesame, che aveva così rigettato la richiesta di vietare l’espatrio all’ex senatore. Anche se poi sulla base di quelle intercettazioni venne ordinato il suo l’arresto, quando Dell’Utri era già latitante a Beirut.

Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Davide Perrotta

Il ‘ristorante dei vip’ Assunta Madre è totalmente estraneo all’inchiesta che ha visto la condanna in primo grado dell’ex proprietario Gianni Micalusi, detto ‘Johnny’, per riciclaggio. A precisarlo è l’avvocato Davide Perrotta, che assiste la società Gestal, “titolare in via esclusiva dell’azienda e del marchio ‘Assunta Madre’, onerosamente acquistati”. In relazione all’articolo dal titolo “Riciclaggio, 5 condanne e una assoluzione per il caso del ristorante Assunta Madre di Roma” del 16 dicembre scorso, l’avvocato Perrotta precisa che “Gestal S.r.l. è subentrata ad Assunta Madre S.r.l. nel contratto di affitto dell’azienda comprendente la licenza di utilizzo del marchio ‘Assunta Madre’. Con specifico riferimento all’utilizzo ed alla spendita del marchio ‘Assunta Madre’, si evidenzia, inoltre, che Gestal S.r.l., con ordinanza del Tribunale di Roma (R.G. n. 37390/19) del 25.11.2019, ha ottenuto provvedimento di inibitoria all’utilizzo, da parte dei precedenti titolari, di qualunque segno confondibile con il marchio in questione”.

Per questo, “di là dai profili di responsabilità imputabili ai precedenti titolari dell’azienda e del marchio (oggi, si ribadisce, di esclusiva titolarità della Società mia assistita)”, i contenuti dell’articolo secondo il legale “appaiono ictu oculi gravemente lesivi dell’attuale azienda e del marchio ‘Assunta Madre’, andando evidentemente oltre le risultanze obiettive relative alla vicenda di cui trattasi”. In particolare, l’articolo, sostiene l’avvocato Perrotta, “attraverso una ricostruzione falsa e diffamatoria che attribuisce ad ‘Assunta Madre’ condotte illecite non ascrivibili alla stessa e fatti non veritieri, è gravemente lesivo del marchio e dell’attuale immagine commerciale dell’azienda ad esso relativa”.


“L’azienda ‘Assunta Madre’ di titolarità di Gestal S.r.l. – ribadisce il legale a rettifica della notizia – a partire dall’estate 2019 ha ripreso con successo l’attività commerciale in totale discontinuità con la precedente gestione con la quale non intende essere in alcun modo confusa e/o associata. In particolare, un titolo siffatto ‘Riciclaggio, 5 condanne e una assoluzione per il caso del ristorante Assunta Madre di Roma’ induce falsamente il lettore a ritenere che il ristorante Assunta Madre sia attualmente sottoposto a provvedimenti di condanna penale con ogni conseguente effetto sulla grave lesione del diritto ad una corretta informazione tramite stampa ed in evidente danno alla società mia assistita che, si ribadisce, lungi dal subire sequestri o condanne penali di sorta, opera con successo la propria attività commerciale dall’estate 2019. Inoltre, si evidenzia che in alcun modo il Sig. Johnny Micalusi è titolare di ‘Assunta Madre’ essendo tale marchio di esclusiva titolarità della società mia assistita”.

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