Fa il bis Antonio Decaro. L’Associazione nazionale comuni italiani lo ha rieletto presidente durante l’assemblea dei sindaci riuniti ad Arezzo. “Siamo un gruppo di amministratori straordinari – ha spiegato il sindaco di Bari durante il suo discorso post elezione, avvenuta per acclamazione – un’assemblea straordinaria in un momento in cui la politica nazionale si divide e alza la voce per rappresentare parte. Noi siamo uniti perché Anci non sarà mai un partito, ma una comunità, la comunità delle comunità, cioè riunisce tutti quelli che si occupano della cura dei cittadini”. E aggiunge: “Siamo senza colore politico perché uno non basta, ce ne vogliono tre: il bianco il rosso e il verde della fascia tricolore che indossiamo”.

E poi chiede a Parlamento e governo un maggior dialogo: “Questi sono giorni in cui si discute della manovra finanziaria e quindi, ovviamente, noi cerchiamo più risorse e una semplificazione delle procedure attraverso il decreto fiscale. Non solo, i sindaci hanno bisogno di poter parlare con il Parlamento e con il governo anche su questioni che non sono direttamente riconducibili a responsabilità di un sindaco: l’immigrazione, il contrasto alla povertà, i temi ambientali, temi con i quali i sindaci, anche se non hanno una diretta responsabilità, si confrontano tutti i giorni, con i cittadini che abbiamo l’onore di amministrare e non possiamo non dare delle risposte”.

Il presidente dell’Anci, rieletto la scorsa primavera come sindaco di Bari con il 67% dei voti, ha ricordato che “il premier Conte ci ha invitato il 27 novembre a fare un tavolo congiunto con i sindaci” e “vogliamo discutere di come evitare questa stretta sulle risorse, soprattutto di come poter semplificare: non è possibile che in questo Paese per assumere una persona devi fare 16 procedure amministrative. Vogliamo semplificare la vita ai nostri concittadini e la semplifichiamo semplificandola ai Comuni”.

Infine, propone lo Sblocca cantieri per i comuni terremotati: “Lo sblocca cantieri ha sbloccato alcune procedure, ma ha creato dei problemi per alcuni comuni. Per assurdo ha sbloccato i cantieri in tutti i comuni d’Italia, ma ha tenuto bloccati i cantieri nei territori terremotati, perché c’è una norma che li obbliga ancora ad andare alla centrale unica regionale. E questo non va bene. Credo però, e ne abbiamo già parlato con i ministri, che sarà una questione che risolveremo nei prossimi giorni con un emendamento”.

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