Lavori edili mai eseguiti, o fatti in parte e per un valore inferiore a quello reale, pagati con soldi pubblici a un cartello di imprese amiche in cambio di una serie di utilità. È quanto ha scoperto un’indagine della Polizia, coordinata dalla procura di Ancona, che ha portato all’emissione di misure cautelari per un dipendente del Comune di Ancona e per 4 imprenditori, accusati di corruzione aggravata. L’indagine è iniziata un anno fa e ha consentito di accertare che al centro del sistema c’era proprio il dipendente del Comune di Ancona: l’uomo, secondo gli inquirenti, non rispettava il principio di rotazione degli inviti e delle assegnazioni dei lavori e liquidava i compensi in modo “diretto e sistematico” sempre alla stessa rosa di ditte amiche. Nel corso dell’indagine sono emersi altri episodi che hanno coinvolto complessivamente altre 30 persone, tutte indagate

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Cucchi, che fine ha fatto Casamassima?

prev
Articolo Successivo

Il vigile del fuoco morto ad Alessandria: “Non mi sento un eroe, voglio solo aiutare le persone. Questo è il lavoro dei miei sogni”

next