“Una data in cui si riassumono i valori di una identità nazionale lungamente perseguita dai popoli d’Italia con le aspirazioni risorgimentali e con i grandi sacrifici compiuti dal popolo italiano nella prima guerra mondiale”: sono le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel giorno dell’Unità nazionale e delle forze armate, che si celebra il 4 novembre. Accompagnato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, dai presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli, il capo dello Stato ha come ogni anno deposto una corona d’alloro al Milite Ignoto all’Altare della Patria. Dopo la rassegna dei Reparti di formazione, è stato intonato l’Inno di Mameli, si è svolta la cerimonia dell’Alzabandiera e, dopo il silenzio, c’è stato il tradizionale passaggio delle Frecce Tricolori che hanno colorato di verde, bianco e rosso i cieli della Capitale.

“Nelle aree più martoriate del nostro pianeta – ricorda il presidente – i nostri militari assicurano il sostegno dell’Italia alla salvaguardia dei diritti umani e per prevenire e contrastare il terrorismo. In un mondo attraversato da molteplici tensioni e scosso da diffusa conflittualità, lo Stato italiano oggi schiera oltre 6mila persone in 22 Paesi, a salvaguardia dei più deboli ed oppressi. A tutte loro va un particolare pensiero”. Conclude: “Si tratta di un impegno gravoso che risponde alle responsabilità assunte dalla Repubblica a tutela della pace nel contesto internazionale, in particolare dell’alleanza alla quale abbiamo liberamente scelto di contribuire, il Trattato dell’Atlantico del Nord, e nell’Unione Europea“.

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