L’invecchiamento della popolazione richiede soluzioni per migliorare la qualità della vita delle persone anziane sole, favorendone l’indipendenza e rallentando o monitorando i processi di decadimento cognitivo e fisico. A questo ha pensato l’Europa con il progetto MoveCare, nell’ambito del Programma Horizon2020. L’Italia partecipa in prima linea con l’Università degli Studi di Milano, in particolare il docente di Informatica Nunzio Alberto Borghese e il team del Laboratorio di Sistemi intelligenti applicati – AIS Lab del dipartimento di Informatica “Giovanni degli Antoni”.

Il gruppo di lavoro europeo ha sviluppato un progetto che coniuga l’Internet degli Oggetti (IoT), l’Intelligenza Artificiale e la robotica per supportare le persone anziane. L’Internet degli Oggetti è il primo passo, il mezzo attraverso il quale si raccolgono i dati sulla persona, comprese le sue abitudini, le abilità cognitive e la funzionalità motoria. Le informazioni vengono memorizzate in remoto e analizzate da un’Intelligenza Artificiale, che valuta l’eventuale declino psico-fisico. Come risultato, stila una serie di proposte personalizzate all’anziano, come ad esempio lo svolgimento di attività sociali ed esercizi fisici.

Non solo: l’IA è d’aiuto nei piccoli problemi di tutti i giorni, come la ricerca di oggetti smarriti in casa. Conosce le persone da contattare in caso di problemi e comanda a un robot sociale che aiuta concretamente l’anziano. Il robot serve anche come connessione con i familiari, che tramite le sue telecamere possono vedere quello che sta accadendo, e per contattare i numeri di soccorso in caso di emergenza.

Il Politecnico di Milano è responsabile della parte di monitoraggio, e la sua attività è focalizzata sul riconoscimento dei primi segni di declino fisico e cognitivo nell’anziano. Il progetto è entrato ufficialmente nella fase di “test”, che durerà 10 settimane e che coinvolgerà complessivamente 30 persone anziane sole che vivono a Milano e in Extremadura (Spagna). Ciascuno riceverà in dotazione un kit di sensori “IoT” e degli oggetti smart, come ad esempio una palla anti-stress e dei plantari sensorizzati. Proprio questi due ultimi elementi serviranno al Politecnico per la sua azione di monitoraggio: rileveranno debolezza, tremore, variabilità e lentezza del passo, senza cambiare le abitudini dell’anziano.

Inoltre, saranno forniti un tablet e l’accesso a un activity center connesso alla televisione, per lo svolgimento delle attività sociali e cognitive, una piattaforma digitale di esercizi da svolgere mediante giochi, e dei microfoni per riconoscere senza errori le richieste di auto. Venti utenti su 30 riceveranno anche il robot. A Milano i test si terranno presso la casa di riposo Heliopolis di Binasco, del Gruppo Korian.

Alberto Borghese, coordinatore del progetto, spiega che “la società occidentale sta cambiando, non solo perché la popolazione invecchia, ma anche perché la famiglia sta perdendo il suo ruolo centrale nella società. Questo rende più soli e più fragili gli anziani, i quali tendono a vivere più a lungo ma non sempre in condizioni ideali. La tecnologia ICT offre la possibilità di cambiare profondamente questa situazione, aumentando il bisogno di sicurezza dell’anziano, stimolandolo a una vita attiva e fornendo un monitoraggio remoto della condizione fisica e cognitiva per un eventuale intervento precoce in caso di necessità”.

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