Monitorare l’acqua potabile è fondamentale per migliorare la gestione delle risorse idriche e proteggersi dai pericoli che ne inficiano la qualità. Per questo la Commissione Europea ha finanziato il progetto SPACE-O, che ha realizzato una serie di servizi digitali intelligenti per la gestione dell’acqua, sfruttando anche i satelliti. Manterranno le forniture europee di acqua potabile pulite e sicure per il consumo umano, aumentando al contempo la capacità di soddisfare la domanda.

Lo stress a carico della rete idrica è dovuto alle siccità indotte dai cambiamenti climatici, all’aumento della domanda e alle dannose fioriture di alghe innescate dall’eccessivo deflusso di fertilizzanti. SPACE-O è progettato per gestire l’acqua contenuta nei bacini idrici, la gestione a valle dei serbatoi e il trattamento dell’acqua.

Apostolos Tzimas, coordinatore del progetto e amministratore delegato dell’azienda greca EMVIS, ha spiegato che “con la crescente importanza e complessità delle operazioni di gestione delle risorse idriche, l’innovazione affidabile ed efficace sta diventando fondamentale per i gestori delle risorse idriche. La nostra tecnologia e i nostri sistemi di monitoraggio miglioreranno queste capacità e consentiranno loro di prevedere e gestire efficacemente le crisi prima che si sviluppino”.

Foto: Depositphotos
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Uno degli elementi da tenere maggiormente sotto controllo è la fioritura di alghe dannose. Per intenderci quelle che trasformano uno specchio d’acqua in una melma di colore marrone verde o arrugginito. Influiscono sulle qualità e sul trasporto dell’acqua, sulle dighe, sulla produzione di energia idroelettrica e sulle attività ricreative a base d’acqua. Le fioriture di queste alghe possono contenere cianotossine, che sono pericolose per la salute umana e possono persino causare la morte. Gli incidenti delle fioriture di alghe stanno aumentando a causa dei cambiamenti climatici, dell’uso sempre più massivo di fertilizzanti sintetici in agricoltura e dell’aumento delle popolazioni umane e zootecniche.

SPACE-O sfrutta i dati delle immagini ottenute tramite i sensori installati sui satelliti Copernicus, Sentinel 2 e Landsat 8, insieme alle informazioni raccolte dai sensori sulle boe poste nell’acqua. Il sistema digitale alla base del progetto elabora tutti questi dati e monitora automaticamente i principali indicatori di qualità dell’acqua. Le informazioni raccolte includono i livelli di clorofilla (una misura dell’attività biologica nell’acqua), i livelli di torbidità e la temperatura dell’acqua.

Foto: Depositphotos
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I ricercatori del progetto hanno anche dimostrato che le immagini satellitari possono migliorare la capacità di realizzare modelli predittivi validi per il processo decisionale. In particolare, gli algoritmi possono fornire fino a 10 giorni di previsioni sulla qualità dell’acqua e sulla quantità, consentendo ai gestori di adattare le operazioni quotidiane di gestione.

La tecnologia SPACE-O è stata testata nel serbatoio di Mulargia e nell’impianto di trattamento delle acque di Simbirizzi in Sardegna, oltre che nel serbatoio di Aposelemis e nell’impianto di trattamento delle acque di Creta, in Grecia.

A Mulargia i gestori hanno testato le previsioni di allerta precoce del sistema per prevenire la proliferazione di alghe. Usando il sistema, l’acqua può essere convogliata dal serbatoio Flumendosa a monte, e miscelata con l’acqua nel serbatoio Mulargia prima che la fioritura possa diffondersi nel serbatoio. Una gestione proattiva di questo tipo potrebbe aiutare a evitare costi aggiuntivi. Ad esempio, l’interruzione idrica di un giorno in una piccola città di circa 100.000 persone potrebbe comportare spese di oltre 300.000 euro per coprire i costi di acquisto di acqua da altre fonti. Usando le tecnologie predittive la spesa sarebbe evitata.

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