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19 Settembre 2019

Ultimo aggiornamento: 20:22 del 19 Settembre 2019

Vespa, Fnsi: “Intervista a vittima di violenza priva di deontologia”. Lui replica: “Polemica violenta”. E l’ad Rai: “Condivido contrarietà”

di F. Q.
Il caso è arrivato anche in Parlamento: i capigruppo di Leu hanno presentato un'interrogazione, subito seguiti da un senatore del Pd. Sotto accusa i termini usati dal conduttore nei confronti di Lucia Panigalli, vittima di un duplice tentativo di femminicidio. Il giornalista sarà ora sottoposto a un procedimento disciplinare chiesto direttamente da una privata cittadina
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Vespa, Fnsi: “Intervista a vittima di violenza priva di deontologia”. Lui replica: “Polemica violenta”. E l’ad Rai: “Condivido contrarietà”
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Bruno Vespa

Porta a Porta

Violenza sulle Donne

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Il caso dell’intervista di Bruno Vespa a Lucia Panigalli, vittima di tentato femminicidio, andata in onda durante l’ultima puntata di Porta a Porta il 17 settembre scorso, dopo le considerazioni della Federazione nazionale della stampa italiana e dell’Ordine dei giornalisti, è arrivato anche in Parlamento e ai vertici aziendali. Sotto accusa sono finiti i “toni e il linguaggio utilizzati” dal conduttore durante la trasmissione, come la definizione “amore folle” o la frase “se avesse voluto ucciderla lo avrebbe fatto”. Termini considerati “ambigui” e “privi di deontologia” dai sindacati che oggi sono costati al giornalista l’apertura di un “procedimento disciplinare” nei suoi confronti. Le polemiche, ha replicato però Vespa sono “violente”, tanto da sentirsi “criminalizzato”. Necessario, invece, per l’ad Rai, Fabrizio Salini, che ha condiviso “la contrarietà suscitata dai toni del presentatore”, svolgere “tutti gli approfondimenti necessari per fare chiarezza”.

La nota congiunta Fnsi – UsigaRai e l’apertura del procedimento disciplinare – Dopo le critiche lanciate ieri dalle associazioni che difendono i diritti delle donne, il comportamento tenuto dal giornalista durante l’intervista è stato denunciato anche dallo stesso sindacato Rai e dalla Commissione pari opportunità della Federazione nazionale della stampa italiana. “Di fronte ai continui episodi di violenza contro le donne la Rai dovrebbe essere promotrice di cambiamento culturale. E invece dobbiamo assistere all’ennesima intervista che mette sotto accusa la vittima”, si legge nella nota congiunta. “Non è nuovo Vespa a questo tipo di interviste, che si trasformano in interrogatori alle donne invece che in occasioni per raccontare e approfondire un fenomeno strutturale come quello della violenza”, proseguono Usigrai e Fnsi, sottolineando come le parole distorte applicate a una violenza non sono casi isolati. “Ci chiediamo come sia possibile, alla luce del ruolo che la Rai svolge al servizio delle cittadine e dei cittadini, che possa venire tollerata una tale, distorta, tossica rappresentazione della violenza contro le donne”, concludono le due rappresentanze, che lanciano un monito anche all’AD Fabrizio Salini, sottolineando la violazione “non solo delle norme deontologiche ma anche del Manifesto di Venezia“. Una posizione condivisa nel pomeriggio anche dalla Commissione pari opportunità dell’Ordine dei giornalisti che in una nota ha annunciato che il giornalista sarà “sottoposto al rituale procedimento disciplinare”, arrivato di fronte al consiglio di disciplina territoriale del Lazio grazie alla denuncia di una privata cittadina. Nella nota la Cpo ha sottolineato “i contenuti, i toni e il linguaggio” deplorevoli “utilizzati dalla trasmissione” evidenziando il comportamento “ambiguo e scorretto” nei confronti della donna “già vittima di violenza”, chiedendo “maggiore attenzione alla Rai nella verifica delle trasmissioni dal contenuto particolarmente sensibile come questo”.

La risposta di Vespa: “Criminalizzato” – Immediata la reazione del conduttore alle critiche. “Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione Nazionale della Stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell’incredibile dichiarazione di oggi. Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall’avvocato della sua presunta vittima”, ha dichiarato Vespa, sottolineando la posizione di Giacomo Forlani, legale della Panigalli che ha ringraziato il presentatore “per la sensibilità mostrata nei confronti di un caso umano”. Una posizione poi rivista dalla vittima che, sentita dall’Ansa, si è invece detta “profondamente offesa” dal conduttore.

L’intervento di Salini – “Condivido la forte contrarietà suscitata dai toni dell’intervista realizzata da Bruno Vespa alla signora Lucia Panigalli”, così l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini ha commentato il caso, sottolineando che l’azienda “considera la difesa e la tutela dei diritti delle donne un principio imprescindibile e indiscutibile, su cui non sono mai tollerabili equivoci. Assicuro che saranno svolti tutti gli approfondimenti necessari per fare chiarezza sulla vicenda“. “Prendo atto – ha proseguito – che lo stesso Vespa si è scusato per gli equivoci. Ribadisco che la Rai e tutte le sue strutture – a cominciare da Porta a Porta – devono aderire alla linea editoriale dell’azienda che condanna fermamente la violenza – di qualsiasi natura, in ogni forma e modo”.

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Il caso in Parlamento – E la polemica è arrivata anche in Parlamento con l’intervento del vicepresidente del Movimento 5 stelle della Camera, Maria Edera Spadoni, quello di Liberi e uguali e del senatore del Partito democratico Francesco Verducci, esponente della Commissione di Vigilanza Rai che ha annunciato un’interrogazione parlamentare sul tema. “È davvero sconcertante dover commentare quanto successo in una delle principali trasmissioni della Rai, ‘Porta a porta’ con ospite Lucia Panigalli, sopravvissuta alla violenza del suo ex-compagno – ha detto Verducci – La conduzione di Bruno Vespa ha rovesciato l’intento della trasmissione, trasformandola in un megafono dei peggiori pregiudizi e distorsioni nei confronti della parità di genere e dell’emancipazione femminile. È inaccettabile, in un Paese come il nostro segnato dalla piaga drammatica del femminicidio, che si continui surrettiziamente ad alimentare una sub-cultura manipolatoria e discriminatoria. È andata in onda l’ennesima pagina nera per il servizio pubblico, in uno spazio vetrina della rete ammiraglia. Un fatto su cui l’Ad Salini deve intervenire. Per questo presenteremo una interrogazione urgente”. Un’interrogazione già presentata dai capigruppo di Leu alla Camera e al Senato che hanno chiesto un “intervento urgente dell’azienda”. Posizione condivisa anche da Maria Edera Spadoni che ha promesso una segnalazione all’Agcom (Autorità garante per le comunicazioni): “Su temi così delicati e sulla sofferenza delle persone, tutti coloro che svolgono il difficile compito di informare, devono avere la massima attenzione e delicatezza. Anche la commissione Pari Opportunità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ‘deplora contenuti, toni e linguaggio utilizzati nella trasmissione Porta a Porta’ Inoltre Bruno Vespa è stato deferito al Consiglio di Disciplina del Lazio per l’intervista. Anche io farò una personale segnalazione all’Agcom”.

La vittima: “Offesa dai toni, mi dissocio dal mio legale” – “Le luci, la concitazione, il pubblico, i tempi velocissimi mi hanno frastornato in modo tale da impedirmi di capire ciò che era appena successo, ma ora a mente più fredda dichiaro di sentirmi profondamente offesa dal tono e dai modi usati da Vespa nel corso della trasmissione. Mi sento offesa anche a nome di tutte le donne che non sono state ‘fortunate’ come me'”. Così l’intervistata, Lucia Panigalli, ha risposto all’Ansa in merito alla vicenda che la vede protagonista. “Desidero dissociarmi da quanto apprendo che avrebbe dichiarato uno dei miei legali, fermo restando che ringrazio l’Azienda Rai per l’attenzione che da sempre riserva al mio caso”, ha continuato la Panigalli. Dopo l’intervista rilasciata a ‘Porta a Porta’, ha spiegato, “nell’immediato non sono riuscita a capire cosa mi aveva tanto infastidita. E solo in seguito ho realizzato che non mi sono state poste le domande che mi aspettavo dopo i lunghi colloqui con la redazione. Viceversa – ha precisato la Panigalli – mi è stato chiesto di rivivere le fasi più truci dell’aggressione subita, senza quasi darmi modo di spiegare il motivo vero per cui mi trovavo in quello studio e senza che si cogliesse l’estrema drammaticità di quanto patito”.

Il caso in trasmissione – Durante la puntata Vespa ha usato diverse espressioni considerate “scorrette e irrispettose” nei confronti della donna. Frasi come “se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe fatto”, oppure “signora, 18 mesi sono un bel flirtino”, riferendosi alla storia della vittima con il suo aggressore, o ancora chiamando “amore folle” l’ossessione di lui, Mauro Fabbri. Due in particolare i tentativi di omicidio di Fabbri: il primo nel 2010, quando l’ex compagno della Panigalli l’ha aggredita con calci, pugni e coltellate, finendo poi in galera per 8 anni e mezzo, la seconda nel 2017, quando ha commissionato al suo compagno di cella il delitto, offrendo in cambio 25mila euro, un trattore e un’auto. Un ipotetico reato, quest’ultimo, confermato dalle registrazioni ambientali ma che per la giustizia italiana non è perseguibile non potendo “fare un processo alle intenzioni”.

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  • 00:22 - Conti pubblici, Italia resta in procedura: il ruolo della clausola di salvaguardia nazionale

    Bruxelles, 22 set. (Adnkronos) - L'arbitro alla fine ha fischiato il rigore, ma non nell'area in cui sperava Roma. L'Istat ieri ha certificato che il deficit/Pil dell'Italia nel 2025 si è attestato al 3,1%, quindi sopra il 3% del Pil, come nei dati comunicati prima dell'estate. Di conseguenza, l'Italia resta nel braccio correttivo del patto di stabilità, cioè nella procedura per deficit eccessivo (Edp), almeno fino alla prossima primavera/estate.

    Il nostro Paese sarebbe potuto uscire in anticipo dalla procedura in cui è entrato nel luglio 2024 se il deficit del 2025 fosse risultato a consuntivo, dopo le revisioni, inferiore al 3% del Pil. Lo stesso commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis aveva confermato più volte che l'uscita dalla Edp quest'anno era "certamente una possibilità", a condizione però che il deficit rientrasse sotto soglia. Così non è stato: l'Istituto Nazionale di Statistica ha confermato che il disavanzo 2025 è stato pari al 3,1%, quindi l'Italia resta in procedura.

    Lo stesso ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti venerdì scorso a Dublino, a margine dell'Ecofin informale/Eurogruppo, era stato molto cauto sulla possibilità che il deficit 2025 subisse una sostanziale revisione al ribasso: "Io non sono fiducioso - aveva risposto - sono speranzoso per l'Italia e per la Repubblica Italiana. Ma non è una decisione che prendiamo noi, è una decisione che prende Istat". E quindi, aveva aggiunto citando l'allenatore serbo della Sampdoria Vujadin Boskov, "è rigore quando l'arbitro fischia. Se non fischia cosa volete che vi dica? Protesterò con l'arbitro, ma non posso farci niente".

    La Commissione Europea ha confermato, in gergo rigorosamente tecnico, chel'Italia non uscirà dalla procedura per deficit quest'anno: Eurostat, ha ricordato un portavoce, pubblicherà i dati definitivi relativi al 2025 per le procedure per deficit eccessivo il prossimo 21 ottobre ma, perché la Commissione Europea "possa proporre la revoca della procedura per deficit eccessivo (Edp, Excessive Deficit Procedure) per l'Italia nel pacchetto d'autunno del Semestre europeo, previsto per novembre, la notifica Edp dell'ottobre 2026 dovrebbe indicare, per il 2025, un disavanzo inferiore al valore di riferimento del 3% del Pil", mentre Istat oggi ha certificato che il deficit 2025 è stato pari al 3,1%.

    Il portavoce ha confermato, nella sostanza, che l'Italia non uscirà dalla procedura per deficit eccessivo quest'autunno, visto che è estremamente improbabile, se non impossibile, che Eurostat riveda al ribasso la stima dell'Istat.

    "Le revisioni tra le notifiche Edp di primavera e quelle d'autunno - ha ricordato il portavoce - sono normali e riflettono l'integrazione di informazioni statistiche nuove e perfezionate, a mano a mano che nel corso dell'anno si rendono disponibili dati più completi. Oggi l'Istat ha diffuso una notifica relativa al disavanzo e al debito delle amministrazioni pubbliche per gli anni precedenti, incluso il 2025. I dati rivisti indicano che l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil si è attestato al -3,1% nel 2025".

    La conferma che l'Italia resterà nella procedura per deficit eccessivo almeno fino alla prossima primavera avrà un impatto sulla prossima finanziaria, riducendo i margini di manovra. Ma l'Italia ha chiesto, l'11 settembre scorso, l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), richiesta sulla quale la Commissione sta lavorando "con la massima celerità", ha spiegato il portavoce Balazs Ujvari.

    La Nec, però, può diventare una trappola. A causa di come è stato riformato il patto di stabilità alla fine del 2023, con una fortissima impronta germanica, i Paesi che si trovano in procedura per deficit vengono penalizzati rispetto a quelli che, al contrario, ne sono fuori: in altre parole, la Nec funziona diversamente a seconda se a chiederla è un 'peccatore', cioè un Paese che è in procedura, oppure un 'virtuoso', un Paese che ha un deficit inferiore al 3% e, quindi, è fuori procedura.

    Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis aveva più volte spiegato che, nel secondo caso, il Paese che la attiva, se aumenta il deficit oltre il 3% per via delle spese militari, non entra nella procedura per deficit eccessivo. Nel primo caso, invece, se il Paese si trova già in procedura e se, al netto delle spese militari aggiuntive, avrebbe visto il proprio deficit scendere sotto la soglia del 3%, al di sopra della quale rimane esclusivamente a causa delle spese militari, ebbene, in questo caso non esce dalla procedura. Questo oggettivamente penalizza i Paesi che si trovano in Edp, rispetto a quelli che non vi si trovano, quando si tratta di scegliere se attivarla o meno.

    Tuttavia il governo italiano, se utilizzerà la clausola con perizia, potrebbe sfuggire a questa 'tagliola'. Ujvari ha spiegato che l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia non necessariamente ostacolerà l'eventuale uscita dell'Italia dalla procedura per deficit nella primavera del 2027, sempre a patto, ovviamente, che il deficit del 2026 scenda sotto il 3% del Pil. Un obiettivo che potrebbe essere a portata di mano: le proiezioni della Commissione lo danno al 2,9% per il 2026 (occorrerà però vedere le previsioni d'autunno).

    "La questione non è bianco o nero - ha detto il portavoce - prendiamo il caso dell'Italia: se quest'anno dovessimo revocare la procedura per i disavanzi eccessivi (Edp) a suo carico, sarebbe necessario che il deficit di bilancio italiano nel 2025 risultasse inferiore al 3%, a prescindere dalla clausola di salvaguardia nazionale. Guardando poi" agli anni successivi, ha aggiunto, "il deficit dovrebbe mantenersi sotto quella soglia; tuttavia, in questo caso, si potrebbe tenere conto della clausola di salvaguardia nazionale. La questione è più articolata, presenta diverse sfaccettature".

    In pratica, a quanto si apprende a Bruxelles, se il deficit 2026 risulterà, nel 2027, inferiore al 3% e se l'Italia non caricherà troppe spese aggiuntive consentite dalla Nec sull'esercizio 2026, utilizzandola appieno nel 2027 e nel 2028, la Commissione potrebbe decretare l'uscita dall'Edp dell'Italia ugualmente la prossima primavera, a prescindere dall'attivazione della Nec. Per la valutazione del deficit prospettato nel 2027 e nel 2028, si potrà, appunto, "tenere conto" del fatto che è stata utilizzata la clausola nazionale di salvaguardia. Dunque se verrà usata in modo intelligente, cosa della quale a Bruxelles non dubitano, l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia non ostacolerà l'uscita dell'Italia dalla procedura per deficit eccessivo nella primavera dell'anno prossimo. (di Tommaso Gallavotti)

  • 21:42 - America's Cup, presentata a Nisida la seconda regata preliminare. Abodi: "Da qui progetto per la formazione dei detenuti"

    Napoli, 22 set. (Adnkronos) - È stata presentata questa sera, sulla terrazza dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, la seconda regata preliminare della Louis Vuitton America’s Cup, in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre. Un appuntamento internazionale che ha scelto un luogo fortemente simbolico per raccontare non solo la grande sfida sportiva che porterà in Italia e a Napoli i migliori team della vela mondiale, ma anche una visione dello sport, quella del Governo italiano, capace di generare nuove opportunità per i territori e per le giovani generazioni. La serata si è aperta con l’Inno nazionale, seguito dall’esibizione del tenore Gaetano Amore e dal soprano Irene Scarpato che ha interpretato “’O sole mio” e di Edoardo Bennato, che ha emozionato la platea con “L’isola che non c’è”. A dare il benvenuto agli equipaggi e agli ospiti il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, insieme al Presidente e all’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris, Sindaco di Napoli e Commissario Straordinario del S.I.N. Bagnoli-Coroglio Gaetano Manfredi, al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al CEO dell’America’s Cup Partnership Marzio Perrelli. Nisida non è soltanto la cornice della presentazione, ma parte del messaggio: un luogo di formazione e reinserimento che incontra un progetto internazionale fondato su sport, innovazione e lavoro di squadra. È proprio in questo incontro che la scelta della location acquista una doppia valenza, istituzionale e simbolica.

    Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha annunciato un nuovo progetto che coinvolgerà le carceri italiane nel quale i detenuti avranno un’opportunità concreta di essere coinvolti nei tanti eventi sportivi realizzati in Italia. Il progetto partirà proprio dall’IPM di Nisida: “Ci sono eventi nei quali lo sport supera il perimetro della competizione e diventa visione, identità e prospettiva. Le regate preliminari di Nisida sono uno di questi. Dopo Cagliari, il percorso verso la 38ª America’s Cup fa tappa a Napoli, nello straordinario scenario del suo Golfo -ha commentato il Ministro-. È una prima anticipazione dell’incontro tra equipaggi, barche, mare e vento che, nel 2027, renderà Napoli protagonista della più prestigiosa competizione velica del mondo. Ma Nisida non è soltanto un luogo di straordinaria bellezza. È anche un'isola che richiama alla responsabilità, nella quale vivono ragazzi che stanno attraversando un momento difficile della loro vita e ai quali le istituzioni hanno il dovere di offrire una possibilità concreta per ripartire. Perché nessun giovane può essere identificato per sempre con l’errore commesso, nel rispetto di chi lo ha subito, e ogni percorso di recupero ha bisogno di fiducia, formazione e nuove opportunità".

    "È con questo spirito -ha aggiunto Abodi- che, grazie alla collaborazione con il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, abbiamo deciso di coinvolgere i ragazzi dell’Istituto penale per minorenni di Nisida in un percorso che consenta loro di acquisire competenze, assumere responsabilità e tornare a guardare al futuro con maggiore fiducia. L’America’s Cup rappresenterà il punto di partenza. Successivamente, i ragazzi potranno mettere a frutto quanto appreso ed essere coinvolti nelle attività legate agli eventi sportivi internazionali che Sport e Salute organizza sul territorio nazionale, seguendo gli indirizzi del Governo. Vogliamo che questa esperienza non rimanga un’iniziativa isolata, ma diventi un modello da replicare nei prossimi grandi appuntamenti ospitati dall’Italia. È questo il significato più autentico dello sport: non lasciare indietro nessuno, riconoscere il valore di ogni persona e trasformare una seconda possibilità in un’opportunità concreta di riscatto, mettendo in una relazione stretta sport e rispetto”, ha concluso il Ministro Abodi.

    Sul palco sono quindi saliti gli equipaggi delle squadre protagoniste della competizione: dal defender Emirates Team New Zealand a Luna Rossa, da GB1 ad Alinghi, da La Roche Posay-Racing Team ad American Racing Challenger. Tra le altre legacy per l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida ci sarà anche il completo rinnovamento del campo da calcio, che verrà riqualificato grazie al supporto del Ministro per lo Sport e i Giovani e di Sport e Salute: un nuovo spazio per lo sport, la formazione e la socialità, destinato a rimanere a disposizione dei ragazzi dell’Istituto anche dopo la conclusione della competizione.

    “Chi lavora in queste settimane per l'America's Cup -ha detto il Presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma- porta con sé l'orgoglio di star contribuendo a fare qualcosa di buono. È un orgoglio che oggi vorrei fosse di tutti. Nisida ha una bellezza sconvolgente e insieme una grande delicatezza: un legame con la terraferma che ci ricorda che si può sbagliare, ma che c'è sempre la possibilità di tornare indietro. È questo il potere dello sport ed è il potere enorme che eventi come l'America's Cup possono avere: portare l'attenzione su luoghi e persone che rischiano di restare in disparte. Dall'altra parte, lo sport ha la forza di accendere scintille di riscatto: riscatto personale, per chi sente la sconfitta dietro l'angolo e prova a ricominciare, e riscatto materiale, come a Caivano e a Bagnoli, grazie al lavoro di tutti. Anche a Nisida – ha annunciato Mezzaroma - vogliamo lasciare qualcosa che resti: su mandato del Governo, faremo riprendere vita al campo da calcio dell'Istituto. Così, quando l’America's Cup lascerà Napoli, anche qui resterà vivo lo spirito dello sport e dell'America's Cup”

    Ospite d’onore della serata è stato il trofeo ufficiale dell’America’s Cup, arrivato a Nisida per incontrare i protagonisti della seconda regata preliminare. "Siamo emozionati e onorati di ospitare in Campania le regate preliminari, un appuntamento che, dopo Cagliari, anticipa quello del 2027 con l'America's Cup. Nei prossimi giorni vedremo il Golfo di Napoli trasformarsi in uno scenografico campo di gara per sfide spettacolari che vedono unirsi l'antica tradizione velica con le tecnologie più all'avanguardia. Diamo, quindi, il nostro benvenuto ai team, ai loro supporter e a tutti gli appassionati e ringraziamo coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento. È con spirito di squadra che stiamo lavorando, consapevoli che grazie a una forte sinergia istituzionale possiamo raggiungere obiettivi importanti per la nostra comunità. In quest'ottica si inserisce l'impegno della Regione che ha voluto dare il proprio contributo per amplificare l'impatto positivo di queste competizioni internazionali sul territorio. E proprio Nisida ci ricorda la portata delle sfide che, come rappresentanti istituzionali e come comunità, siamo chiamati ad affrontare per la costruzione di opportunità per i più giovani, per la cura e la crescita del territorio. Eventi come questi possono essere occasioni preziose per accelerare e rafforzare lo sviluppo economico, infrastrutturale e la valorizzazione della nostra regione” così il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico.

    “Con la pre-regata di America’s Cup, Napoli guarda all’Italia, al mondo, da un luogo dal forte significato quale Nisida: un posto di straordinaria bellezza che mette al centro della sua azione l’inclusione sociale. È il valore più alto dello sport, quello che verrà diffuso da una competizione storica che avrà il nostro mare e il nostro patrimonio culturale come scenario privilegiato. Questa tappa di avvicinamento alla Coppa America dell’anno prossimo è il frutto di una sinergia istituzionale con Governo, Sport e Salute e Regione che ci ha consentito di poter ospitare un evento di portata internazionale. Napoli darà grande prova di sé, con le sue peculiarità: accoglienza e bellezza”, così il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

    “L’America’s Cup ha nel suo DNA l’essere itinerante: scoprire nuove città, nuove acque, nuove sfide. Ma per i prossimi mesi, quasi 4.000 persone tra team e organizzazione sposteranno qui la propria vita. Qui stiamo costruendo le nostre basi. Qui vivremo, lavoreremo, ci alleneremo e prepareremo la sfida del prossimo anno. Voglio quindi ringraziare la città, le istituzioni, gli atleti e tutti gli attori che stanno rendendo possibile questo evento, che credo rimarrà nella memoria di tutti. L’America’s Cup non è soltanto una competizione velica. È una sfida in cui la tecnologia e le capacità dell’uomo vengono portate al limite. Il tutto in una cornice unica, per uno spettacolo senza paragoni”, ha commentato Marzio Perrelli CEO America’s Cup partnership. A preparare il catering della serata sono stati i ragazzi dell’Istituto Penale per i Minorenni, protagonisti di un’esperienza concreta di formazione e di lavoro, che può rappresentare per loro una nuova chance di crescita e di futuro.

  • 20:52 - La BC Roma di basket si presenta al Palatiziano, Mannion: "Vogliamo portare il club in alto"

    Roma, 22 set. (Adnkronos) - La BC Roma si presenta alla città e lo fa nella sua casa, il PalaTiziano, davanti ad oltre mille spettatori. Una serata che segna il primo incontro tra il nuovo Club, Roma e i suoi tifosi e dà ufficialmente il via alla stagione 2026-27. Un Opening Show di oltre due ore, condotto da Pierluigi Pardo, per raccontare non soltanto la squadra e lo staff, ma l’identità, la visione e le ambizioni del progetto BC Roma. Talk, musica, unveiling della nuova maglia, presentazione del roster, open practice e l’incontro finale tra giocatori e pubblico hanno scandito il primo atto della nuova storia del Club.

    Ad aprire il racconto del progetto Donnie Nelson, General Partner di BC Roma, che ha illustrato la visione della proprietà e le ambizioni alla base della nascita del Club. "Abbiamo tanto lavoro da fare ma la squadra è forte. È un progetto che era nell’aria da molto tempo. Roma ha tutte le caratteristiche per essere un progetto vincente", le parole di Nelson. Sul parquet del PalaTiziano, Pardo ha poi coinvolto alcune delle figure chiamate a rappresentare le diverse anime del progetto: Valerio Bianchini, Presidente Onorario; Sergio Scariolo, Consulente Tecnico; Alessandro Magro, Head Coach; e Nico Mannion, Capitano della squadra. "C’è tanta voglia. Abbiamo scelto di venire qua perché conosciamo progetto e visione. Vogliamo portare Roma più in alto possibile. Il nome sul petto è molto importante, conosciamo la responsabilità che abbiamo e daremo il nostro meglio", le parole di Mannion, chiamato a rappresentare la squadra e il legame che giocatori e Club vogliono costruire con Roma e con i propri tifosi.

    A svelare la nuova maglia è stato proprio il Capitano, protagonista dell’unveiling davanti al pubblico del PalaTiziano. Per la prima volta squadra e tifosi hanno così potuto vedere la divisa che accompagnerà BC Roma nelle gare casalinghe della stagione 2026-27.

    A Bianchini il compito di raccontare il rapporto tra Roma, la sua storia cestistica e la cultura della vittoria: "Questi ragazzi sono figli e nipoti di quelli della finale Roma-Milano del 1983. I loro padri e nonni hanno trasmesso loro questa passione. Una passione che poi ha dato luogo a tanti campioni e che è perdurata anche nei tempi bui. Sotto c’era questo fiume carsico che si chiama passione. Sono ottimista, Roma abbraccerà di nuovo il grande basket".

    Scariolo ha invece tracciato i valori e la cultura sportiva sui quali BC Roma vuole costruire il proprio percorso: "Dobbiamo guardare all’eccellenza e avere chiaro che per pretendere bisogna dare. Riconquistare la passione di questa città e di questo pubblico. Con pazienza". Coach Magro ha raccontato l’identità tecnica della squadra, il lavoro iniziato sul parquet e la mentalità che dovrà accompagnare il gruppo durante la stagione: "Fare pallacanestro a Roma è speciale. Approccio questa opportunità con grande senso di responsabilità per poter guidare assieme a queste persone una città e un club a un livello di pallacanestro in cui competere con professionalità del lavoro e sacrificio. Vogliamo riportare Roma ai fasti del passato".

    C'è stato poi il momento musicale con l'arrivo di Carl Brave. L’artista romano, coinvolto nel progetto per la realizzazione dell’inno di BC Roma, ha raccontato il proprio rapporto con la città e la nascita del brano, prima di presentare per la prima volta dal vivo l’inno del Club, accompagnato dai tifosi presenti che hanno vissuto il momento vestendo maglie e sciarpe giallorosse con logo BC Roma fatte recapitare dal club sui seggiolini del PalaTiziano. Sabato 26 settembre si comincia sul parquet con l’esordio in campionato in trasferta contro Treviso. Poi, domenica 4 ottobre, BC Roma tornerà nella sua casa, il PalaTiziano, per la prima partita casalinga della stagione contro Bertram Derthona Tortona.

  • 19:49 - Net Forum, una rete attiva per trovare soluzioni innovative ai cambiamenti del lavoro

    Firenze, 22 set. (Adnkronos/Labitalia) - “Il Net Forum è un processo continuativo di partecipazione di tutti gli attori, gli stakeholder della formazione e delle politiche attive del lavoro”. Lo ha detto Antonello Calvaruso, presidente del Net Forum, intervenendo a Firenze al laboratorio dedicato a competenze, filiere e territori. “Si compone di incontri territoriali tematici - ha spiegato - e quello di oggi a Firenze è sull’industria e sulle capacità degli attori che caratterizzano i sistemi industriali dei territori di fare rete, ma una rete che non sia triste, bensì una rete attiva di partecipazione e di concertazione, per ritrovare sempre soluzioni innovative soprattutto in un mondo che ha una forte accelerazione sui cambiamenti”.

    Secondo Calvaruso, il Net Forum attraverso il lavoro laboratoriale “facilita l’incontro” e consente di far emergere idee tra attori che spesso “partecipano allo stesso processo ma hanno linguaggi differenti”.

    Da Firenze, ha aggiunto, “ci aspettiamo che possa emergere questo tipo di meccanismo di collegamento tra quelli che sono i bisogni delle imprese e la necessità dei territori di fare tutt’uno delle dinamiche industriali per riportarle sui territori e generare un benessere che sia tanto un benessere individuale quanto diffuso e territoriale”.

  • 19:39 - Cafà (FonARCom): "Serve un lavoro di sistema per creare un ecosistema dell’apprendimento"

    Firenze, 22 set. (Adnkronos/Labitalia) - “È importante in questo momento di transizione cercare di fare un lavoro di sistema, dar vita a quello che deve essere l’ecosistema della formazione e quindi l’apprendimento a livello distretto”. Lo ha detto Andrea Cafà, presidente Cifa e FonARCom, al Net Forum 2026 di Firenze, sottolineando la necessità di rafforzare la collaborazione tra parti sociali, imprese e istituzioni per accompagnare i cambiamenti dei sistemi produttivi.

    E' stato infatti firmato un nuovo accordo territoriale per accompagnare le imprese, in particolare le piccole e medie, nei processi di trasformazione e costruire un vero “ecosistema della formazione”. “Oggi i nostri dirigenti regionali Cifa e Confsal hanno sottoscritto un accordo territoriale finalizzato proprio ad accompagnare le aziende verso questi grandi cambiamenti”, ha detto Cafà.

    “Serve un’analisi dei fabbisogni chiara e una risposta immediata in termini di formazione - ha aggiunto - perché altrimenti se i tempi si allungano il rischio è che quella formazione è già obsoleta”. Cafà ha quindi richiamato l'impegno di Cifa e Confsal nell'accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese: “Andare a costruire quell’ecosistema formativo necessario a mantenerle in vita e soprattutto renderle più competitive e più produttive”.

    “La formazione deve essere sempre più tailored, sempre più a misura di esigenza delle persone e delle organizzazioni”. Lo ha detto Andrea Cafà, presidente Cifa e FonARCom, intervenendo al laboratorio del Net Forum 2026 a Firenze dedicato al rapporto tra competenze, filiere e territori.

    “Stiamo vivendo una fase di grande trasformazione - ha spiegato - e quindi anche gli enti di formazione si devono mettere in discussione”. Secondo Cafà, il compito è soprattutto quello di accompagnare le piccole e medie imprese nella comprensione dei cambiamenti in atto, sostenendole nel percorso di riorganizzazione.

    “Hanno tanto lavoro da fare, che è quello di far comprendere soprattutto alla piccola e media impresa i cambiamenti e quindi accompagnarli a riorganizzare le aziende, a ridisegnare quelli che sono i flussi, i processi, le attività per dar vita alle nuove organizzazioni”, ha aggiunto.

  • 19:39 - Net Forum, una rete attiva per trovare soluzioni innovative ai cambiamenti

    Firenze, 22 set. (Adnkronos/Labitalia) - “Il Net Forum è un processo continuativo di partecipazione di tutti gli attori, gli stakeholder della formazione e delle politiche attive del lavoro”. Lo ha detto Antonello Calvaruso, presidente del Net Forum, intervenendo a Firenze al laboratorio dedicato a competenze, filiere e territori. “Si compone di incontri territoriali tematici - ha spiegato - e quello di oggi a Firenze è sull’industria e sulle capacità degli attori che caratterizzano i sistemi industriali dei territori di fare rete, ma una rete che non sia triste, bensì una rete attiva di partecipazione e di concertazione, per ritrovare sempre soluzioni innovative soprattutto in un mondo che ha una forte accelerazione sui cambiamenti”.

    Secondo Calvaruso, il Net Forum attraverso il lavoro laboratoriale “facilita l’incontro” e consente di far emergere idee tra attori che spesso “partecipano allo stesso processo ma hanno linguaggi differenti”.

    Da Firenze, ha aggiunto, “ci aspettiamo che possa emergere questo tipo di meccanismo di collegamento tra quelli che sono i bisogni delle imprese e la necessità dei territori di fare tutt’uno delle dinamiche industriali per riportarle sui territori e generare un benessere che sia tanto un benessere individuale quanto diffuso e territoriale”.

  • 19:15 - Dadone (Regione Lombardia): "Incentivare l'aggregazione per una gestione più efficiente"

    (Adnkronos) - "Incentivare l'aggregazione significa avere delle gare più efficienti, più efficaci, dei bacini più ampi. Dall'altra parte, il singolo Comune fa sempre più fatica a seguire quelle che sono le necessità regolatorie imposte dalla regolazione di Arera". Lo ha detto Filippo Dadone, direttore vicario della Direzione Ambiente e Clima della Regione Lombardia, in occasione del convegno "Aggregazione ed economia circolare: Le nuove sfide del waste e dell'igiene urbana", che si è svolto al Westin Palace di Milano e che ha riunito istituzioni, imprese ed esperti del settore per discutere di una più stretta collaborazione tra gli operatori che agiscono nell'ambito dei servizi pubblici di waste e igiene urbana.

    "Regione Lombardia ha deciso di non definire dall'alto degli Ato per la regolazione e per la gestione, ma vuole mettere in campo tutte le iniziative, siano esse normative, finanziarie e di incentivo, per fare in modo che a livello volontario e inizialmente anche sperimentale ci possano essere delle aggregazioni a livello sovracomunale, in maniera tale che la gestione vada verso questa direzione più aggregata e quindi più efficiente", spiega Dadone.

    "È molto interessante per noi, un primo confronto anche con Arera che ha dato la massima disponibilità da questo punto di vista a seguirci, considerato che il modello lombardo è di fatto unico a livello nazionale", conclude.Rifiuti, Dadone (Regione Lombardia): "Incentivare l'aggregazione per una gestione più efficiente"

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