La Lazio Nuoto dice addio alla storica piscina della Garbatella. La sezione nuoto della polisportiva biancoceleste, che il prossimo anno taglierà il traguardo dei 120 anni di storia, ha perso il bando varato dal Comune di Roma per la riassegnazione dell’impianto di viale Giustiniano Imperatore, dove la Lazio svolgeva l’attività di nuoto e pallanuoto dal 1986. È possibile che il passaggio del testimone avvenga già nei prossimi due mesi. Da 33 anni, la vasca olimpionica a 6 corsie ogni anno frequentata da almeno mille ragazzini del quartiere e non, ha visto muovere le prime bracciate a diversi campioni olimpici e iridati, oltre a un giovanissimo Francesco Totti.

“Con il background e le competenze che hanno vinceranno sicuramente”, aveva assicurato il presidente della commissione capitolina Sport, Angelo Diario, a Ilfattoquotidiano.it nel gennaio scorso. E invece, la particolarità di questa vicenda è proprio che la Lazio ha ottenuto i migliori punteggi sul fronte tecnico rispetto a tutti i concorrenti, ben 66 punti sui 70 in palio, un background reso vano dall’offerta economica, decisiva, di “appena” 224mila euro contro i 432mila offerti dal vincitore, la società Maximo arl. E pensare che i due concorrenti erano risultati pari solo alla voce “manutenzioni”, mentre la Lazio aveva ottenuto punteggi migliori sotto i profili “organizzazione servizio”, “personale impiegato”, “comunicazione” e “fidelizzazione”.

Deluso il presidente della Lazio Nuoto, Massimo Moroli. “A nulla è servito – ha spiegato – il contributo sociale, l’attività agonistica e paralimpica, l’esperienza e la missione perpetrata dal nostro sodalizio da quasi 120 anni”. E ancora: “Il vincitore – sostiene il patron biancoceleste – non vanta alcuna esperienza nel settore, non avendo nemmeno l’affiliazione alla Federnuoto ed essendo costituitosi da soli due anni, senza tesserati, senza tecnici e senza aver mai gestito una piscina, è bastato presentare un’offerta economica 12 volte superiore alla base d’asta per scavalcare i concorrenti con facilità”. E poi la stilettata al Comune: “Appare davvero triste che si continui a dire, anche da parte di alcuni rappresentanti dell’Amministrazione, che a vincere è stato il merito e che si è solo applicata la legge”.

Va precisato che il bando, seppur contestato nel merito, è stato assolutamente regolare. E a Ilfattoquotidiano.it ha tenuto a ricordarlo proprio l’assessore allo Sport, Daniele Frongia, secondo cui “dire che è colpa mia per i risultati ottenuti con un regolare avviso pubblico, espletato da una commissione di gara in sedute pubbliche, mi sembra alquanto inesatto e fuorviante. La mia imparzialità è dettata semplicemente dal rispetto della legge”. L’ex vicesindaco ricorda anche che “avrebbe comunque prevalso la società che è al primo posto in graduatoria a causa dell’enorme divario fra le cifre proposte. Adeguare al mercato i canoni di concessione, a fronte dei vecchi contratti con cifre irrisorie, comporta nuovi e significativi indotti per le casse di Roma Capitale”.

Maximo Arl è una società nascente nell’ambito del business sportivo romano. La famiglia Lanzetti detiene già la proprietà della Juventus Nuoto – non c’è alcun collegamento con la più nota società calcistica – che gestisce due piscine nei quartieri Bufalotta e Bravetta. Proprio Luca Lanzetti, a capo della Maximo, era stato lodato pubblicamente dal delegato capitolino, Angelo Diario, il 14 giugno scorso: “Che belli questi circoli privati, un po’ esclusivi, in centro città. Mica come gli impianti comunali. Complimenti a Luca Lanzetti e alla piscina Juventus Nuoto in via Bravetta”, il testo del messaggio, palesemente ironico perché teso al contrario a lodare l’esperienza della gestione di impianti pubblici, in periferia, da parte dello stesso imprenditore.

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